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Laura Masiello, la giornalista morta a 60 anni: la passione per lo sport, il Napoli e la malattia fulminante

Pubblicato: 16/02/2026 11:28

La notizia della scomparsa di una figura storica del giornalismo sportivo ha lasciato sgomenta la comunità dei lettori e dei colleghi. La morte improvvisa di un professionista stimato mette in luce quanto la dedizione al lavoro e la passione possano rendere indimenticabile il contributo di una vita intera. In ogni redazione, tra rubriche, cronache e corse contro il tempo, ci sono persone il cui talento e la cui professionalità incidono profondamente sulla qualità dell’informazione, creando legami duraturi con colleghi e pubblico.

Dietro ogni articolo e ogni cronaca c’è spesso un percorso personale fatto di sogni, sacrifici e passione. Chi cresce con la passione per lo sport, l’adrenalina delle competizioni e l’emozione di eventi indimenticabili, porta con sé queste esperienze anche nella professione. È un percorso che richiede costanza, attenzione ai dettagli e una sensibilità particolare verso gli eventi e le persone che animano il mondo dello sport.
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La scomparsa di Laura Masiello

A Roma, nel corso della notte, è venuta a mancare Laura Masiello, giornalista storica dell’Ansa, colonna della redazione sportiva e caposervizio aggiunto. La professionista, che avrebbe compiuto 60 anni il 9 maggio, è stata stroncata da una malattia fulminante. Arrivata nella capitale con il sogno di seguire da vicino il mondo dello sport, Laura aveva ereditato la passione per il calcio dal padre Nino e aveva vissuto da bambina momenti indimenticabili come i mondiali di Italia ’90, seguendo le gesta di campioni come Maradona.

Il suo percorso professionale l’aveva portata a lavorare a Napoli e Potenza, prima dell’approdo alla sede nazionale di Roma. Una carriera costellata di cronache, approfondimenti e reportage capaci di catturare l’attenzione degli appassionati e di trasmettere la passione per lo sport con rigore e precisione.

Un giornalismo attento e scrupoloso

Conosciuta come una lettrice attenta e scrupolosa, Laura Masiello era nota in redazione per la sua precisione quasi maniacale. Al desk si definiva “secchiona”, un soprannome che i colleghi accoglievano con simpatia, ricordando l’entusiasmo di una classe di liceo. Nulla sfuggiva al suo sguardo esperto: risultati, appuntamenti, eventi sportivi venivano seguiti con costanza e passione, assicurando una cronaca sempre precisa e aggiornata.

La sua dedizione non si limitava al lavoro: quando poteva, si recava a Napoli per trascorrere tempo con i nipoti, condividendo con loro la sua passione e il suo affetto. Anche nel tifare per il Napoli, Laura manteneva un equilibrio tra entusiasmo e rigore professionale, capace di conciliare la passione personale con l’oggettività richiesta dal giornalismo.

Una carriera tra Serie A, Champions e grandi eventi

Nel corso della carriera, Laura Masiello ha raccontato le emozioni della Serie A, della Champions League, delle Universiadi e della Ryder Cup a Roma, conquistandosi il rispetto di colleghi, atleti e dirigenti sportivi. Il suo tratto distintivo, sia nella vita privata sia nel lavoro, era la capacità di fare squadra: contribuire con dedizione al successo collettivo e sostenere chi le stava accanto, sempre con passione e professionalità.

I funerali e l’ultimo saluto

I funerali di Laura Masiello si svolgeranno domani alle 10 a Napoli, presso la Chiesa delle suore Betlemite. La città e la comunità giornalistica si preparano a rendere omaggio a una professionista che ha saputo coniugare talento, passione e dedizione, lasciando un segno indelebile nella storia dell’informazione sportiva italiana.

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