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“Cosa c’era sulle scarpe di Stasi”. Garlasco, l’annuncio in tv e le nuove verifiche

Pubblicato: 17/02/2026 15:30

Il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione mentre l’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi si avvicina a un passaggio decisivo. A quasi vent’anni dall’omicidio che ha segnato il Paese, la Procura sta completando una serie di accertamenti tecnici che potrebbero pesare sulla ricostruzione della dinamica del delitto.

Le verifiche in corso, tra consulenze scientifiche e analisi informatiche, puntano a chiarire nodi rimasti controversi e a chiudere un cerchio investigativo che negli anni è stato attraversato da discussioni pubbliche, perizie contrastanti e polemiche.

Le tracce ematiche e l’analisi del Ris

Uno dei punti centrali riguarda i depositi del Ris di Cagliari e la Bpa (Bloodstain Pattern Analysis), cioè l’analisi delle tracce ematiche repertate sulla scena del crimine. La consulenza risulta già depositata, ma diventerà pubblica solo al termine dell’iter previsto, contestualmente alla chiusura dell’indagine.

Da quanto filtra, si tratta di un approfondimento tecnico potenzialmente in grado di incidere sulla ricostruzione dell’aggressione, fino a poter “riscrivere” tempi e modalità dell’omicidio. Un elemento che, se confermato nei passaggi finali, potrebbe rimettere in ordine alcuni dettagli rimasti opachi.

Chiara Poggi, la vittima dell’omicidio di Garlasco

Attesa per la relazione Cattaneo

Diversi, invece, i tempi per il deposito della relazione attribuita alla consulente Cattaneo: si parla di alcune settimane di attesa. Il documento potrebbe arrivare entro la fine del mese, aggiungendo un tassello a un mosaico investigativo che nel tempo ha conosciuto svolte e conferme, ma anche forti contestazioni.

In questa fase ogni dettaglio viene valutato con particolare cautela, nella consapevolezza che anche una sola incongruenza può avere un peso significativo. È un lavoro di cesello: tecnico, ma con ricadute potenzialmente decisive sul piano giudiziario e sul dibattito pubblico.

Immagine collegata agli sviluppi investigativi sul caso Garlasco

La consulenza informatica sui computer

Non solo analisi del sangue. Entro questa settimana dovrebbe arrivare anche la consulenza tecnica e informatica disposta dalla Procura sui computer di Chiara Poggi e di Alberto Stasi. È un accertamento delicato: l’obiettivo è chiarire contatti, movimenti digitali e ricostruzione temporale delle ore precedenti al delitto.

Il tema dell’alibi informatico, già discusso più volte negli anni, torna così sotto la lente. In un’indagine di lungo corso come questa, anche i dettagli digitali possono diventare determinanti per confermare o indebolire una sequenza temporale.

Alberto Stasi in un’immagine d’archivio

Il dibattito in tv e i nodi “logici” del caso

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un’inchiesta alle battute finali. Proprio mentre si attendono gli ultimi atti, però, riaffiorano interrogativi che non sono solo scientifici, ma anche di natura logica: domande che continuano a dividere e a riaccendere l’attenzione sul delitto di Garlasco.

In tv, quando Federica Panicucci chiede se, con un alibi accertato subito e con una perizia sul Dna diversa, le indagini avrebbero potuto prendere un’altra direzione, l’avvocato Vitelli risponde senza esitazioni: “Se l’alibi informatico fosse stato accertato subito… ci si sarebbero posti fin dall’inizio maggiori problemi”.

Il tema delle scarpe e l’assenza di sangue

Grande attenzione viene dedicata anche alla questione delle scarpe e delle tracce ematiche, uno degli aspetti più discussi del caso. Vitelli non nega le difficoltà legate all’assenza di sangue sulle suole, ma invita a spostare lo sguardo: non solo cosa c’è, ma anche cosa manca, e che cosa può significare.

“Voglio dire una cosa che non viene detta, e che è importante perché si collega a una grande questione logica sul problema delle scarpe, qui noi non guardiamo se c’è come normalmente si fa la presenza del sangue della vittima sulla sua giacca ad esempio, qui noi ci poniamo il problema del fatto che non c’è sangue sulle suole, questa circostanza negativa porta delle difficoltà, i genitori di Alberto Stasi dichiararono che il giardino aveva l’irrigazione automatica ogni mattina si bagna l’erba e Alberto Stasi passava sull’erba, tant’è vero che quando sono state prese le scarpe ad Alberto Stasi non è stata trovata una traccia di dna, ma è stato trovato un arbusto, io ovviamente non lo so se quell’arbusto è l’arbusto del giardino di casa, ma questo si collega al grosso problema che le alternative logiche e ragionevoli sono tante”.

Un caso che continua a interrogare l’Italia

È questo il punto che torna al centro: sulle scarpe di Stasi non sarebbe stata trovata alcuna traccia di Dna, ma solo un elemento vegetale. Un dettaglio che riporta la discussione sulla compatibilità tra scena del crimine e ricostruzione accusatoria: l’assenza di sangue sulle suole diventa un elemento che non conferma, ma nemmeno esclude.

In attesa del deposito definitivo delle consulenze e della chiusura formale dell’indagine, l’omicidio di Chiara Poggi continua a sollevare domande e a richiamare l’attenzione di magistrati, avvocati e opinione pubblica. Le nuove perizie potrebbero consolidare quanto già accertato oppure rimettere in discussione passaggi chiave. Di certo, il tema delle tracce — soprattutto della loro assenza — resta uno dei nodi più delicati e controversi di un caso che, ancora oggi, divide l’Italia.

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Ultimo Aggiornamento: 17/02/2026 15:31

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