
Alle Olimpiadi invernali, tra cronometri, record e medaglie, c’è chi riesce a catalizzare l’attenzione ben oltre la pista. È il caso di Jutta Leerdam, pattinatrice olandese di velocità su ghiaccio, 27 anni, considerata da molti l’atleta più affascinante della rassegna ma soprattutto una delle più vincenti e mediaticamente potenti.
La campionessa dei Paesi Bassi ha conquistato l’oro nei 1000 metri stabilendo anche il record olimpico, oltre a mettere al collo l’argento nei 500 metri. Risultati che certificano il suo valore sportivo, ma che rappresentano solo una parte della sua forza. L’altra faccia della medaglia è quella economica: Leerdam è diventata un vero e proprio brand globale.
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Il gesto dopo l’oro e l’effetto Nike
Subito dopo aver tagliato il traguardo dei 1000 metri, Leerdam ha attirato l’attenzione dei fotografi con un gesto studiato nei minimi dettagli: ha abbassato la zip della tuta da gara mostrando la biancheria intima firmata Nike. Le immagini hanno fatto rapidamente il giro del mondo, rilanciate da testate internazionali e dallo stesso colosso dell’abbigliamento sportivo sui propri canali social, seguiti da centinaia di milioni di utenti.
Secondo stime riportate dalla stampa olandese, l’operazione avrebbe generato un ritorno economico significativo per l’atleta. L’esperta di marketing sportivo Frederique de Laat, fondatrice dell’agenzia Branthlete, ha ipotizzato un compenso che potrebbe avvicinarsi agli 850.000 euro solo per quell’esposizione strategica del marchio. Una cifra che testimonia quanto il connubio tra sport e sponsorizzazioni sia oggi centrale nelle competizioni internazionali.
A rafforzare il quadro interviene anche Meindert Schut, direttore della rivista economica Quote, secondo cui la pattinatrice — che conta oltre 6 milioni di follower su Instagram — potrebbe incassare circa 62.000 euro per ogni post sponsorizzato legato a Nike. Numeri che trasformano ogni contenuto social in un potenziale moltiplicatore di guadagni.

Lacrime, social e polemiche
Le immagini della vittoria hanno mostrato anche il lato emotivo dell’atleta: trucco sciolto dalle lacrime di gioia e volto segnato dalla tensione. Un dettaglio che non è passato inosservato nemmeno alle aziende. Il marchio Hema, ad esempio, ha sfruttato l’episodio per promuovere un eyeliner definito “resistente all’acqua, anche alle lacrime di felicità”, cavalcando l’onda mediatica.
La capacità di Leerdam di trasformare ogni momento sportivo in un’opportunità commerciale la avvicina, per strategia e visibilità, al compagno Jake Paul, youtuber e pugile statunitense noto per i suoi incassi milionari. La coppia rappresenta uno dei binomi più discussi tra sport, spettacolo e business.
Non mancano tuttavia le critiche. L’ex calciatore e opinionista Johan Derksen ha attaccato apertamente lo stile di vita della pattinatrice, giudicato eccessivamente lussuoso e sopra le righe. Secondo Derksen, atteggiamenti da “diva” rischierebbero di offuscare l’immagine sportiva.
Tra successi olimpici, strategie di marketing e polemiche pubbliche, Jutta Leerdam si conferma una figura centrale di queste Olimpiadi invernali. Non solo per i risultati sul ghiaccio, ma per la capacità di trasformare ogni gara in un evento mediatico globale, dove performance e profitto viaggiano alla stessa velocità.


