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“Se perde il referendum…”. Elly Schlein provoca la Meloni: lo ha detto davvero in diretta

Pubblicato: 18/02/2026 08:13

Le parole pronunciate da Elly Schlein negli studi di DiMartedì, intervistata da Giovanni Floris su La7, accendono il confronto politico sul referendum e sugli equilibri della maggioranza guidata da Giorgia Meloni. La segretaria del Partito Democratico esclude scenari di dimissioni automatiche in caso di vittoria del “No”, ma al tempo stesso avverte sulle possibili ripercussioni interne al centrodestra.
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Referendum e scontro politico

Alla domanda se una eventuale vittoria del “No” al referendum dovrebbe portare alle dimissioni della presidente del Consiglio, Schlein risponde in modo netto: “Noi la batteremo alle prossime elezioni politiche. Stiamo facendo una campagna sul merito per cercare di spiegare perché questa riforma è sbagliata e non aiuta. Noi non chiediamo questo, la batteremo alle prossime elezioni politiche”.

Una posizione che punta a spostare il baricentro dello scontro sul terreno elettorale, evitando di trasformare la consultazione referendaria in un voto immediatamente dirimente per la tenuta del governo. Tuttavia, la leader dem non rinuncia a sottolineare il peso politico dell’appuntamento: “Senza dubbio però è chiaro che se vincono il referendum lo rivendicherà come una grande vittoria, se lo perdono qualche problema dentro la maggioranza ci sarà”.

Parole che mettono in evidenza come l’esito del voto possa incidere sugli equilibri della coalizione di governo, pur senza tradursi automaticamente in una richiesta di dimissioni.

La strategia del Partito Democratico

Schlein rivendica la linea adottata dal Partito Democratico, centrata sui contenuti e non sulla contrapposizione personale: “E se lo perde io? Io continuo a fare il mio lavoro. Vinceremo le prossime elezioni con la coalizione progressista che abbiamo costruito dopo 20 anni in tutte le elezioni regionali”.

La segretaria chiarisce che l’obiettivo non è costruire un fronte “contro” qualcuno, ma proporre un progetto alternativo: “Noi non sceglieremo l’anti-Meloni, la nostra coalizione la stiamo costruendo sulle cose che vogliamo per l’Italia: sanità pubblica, scuola, lavoro dignitoso, politiche industriali e facciamo ripartire l’economia di questo Paese perché Meloni non ne parla ma abbiamo l’economia che cresce meno in Europa”.

Al centro del messaggio, dunque, sanità pubblica, scuola, lavoro dignitoso, politiche industriali ed economia, indicati come pilastri di una piattaforma programmatica alternativa.

La riforma della giustizia nel mirino

Uno dei passaggi più critici riguarda la riforma della giustizia, oggetto del referendum. Schlein afferma: “Questa riforma indebolisce l’equilibrio tra i poteri della Costituzione, l’indipendenza dei magistrati non tutela i magistrati, tutela i cittadini, quelli che non hanno i soldi per far valere le proprie ragioni, magari davanti anche a un abuso di potere”.

La leader dem insiste sul principio della separazione e del bilanciamento tra i poteri dello Stato: “L’indipendenza dei giudici è al servizio dei cittadini”. E aggiunge: “Noi non vogliano che ci serva una riforma per controllare i giudici, in una democrazia per ogni potere serve un controllo, non migliori in Italia la giustizia, mettendola sotto il controllo del governo”.

Parole che delineano una critica netta all’impianto della riforma, giudicata pericolosa per l’equilibrio tra i poteri e per l’indipendenza dei magistrati.

L’attacco politico a Meloni

Nel finale dell’intervento televisivo, Schlein alza il livello dello scontro politico: Meloni ha “bisogno di un nemico al giorno, di un capro espiatorio da incolpare per coprire i loro fallimenti. Ma le persone non si fanno prendere in giro”.

Un affondo che chiude il cerchio tra il piano istituzionale e quello politico, in una fase in cui il referendum, la riforma della giustizia e la tenuta della maggioranza restano al centro del dibattito pubblico.

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