
«Abbiamo presentato con la famiglia istanza per la Pianificazione condivisa delle cure, l’ospedale Monaldi ha accettato. Domani ci sarà il primo accesso per l’inizio del percorso terapeutico. Purtroppo, tolta la sedazione, il bambino non si è svegliato». A dichiararlo è l’avvocato Francesco Petruzzi, legale dei genitori del piccolo Domenico, intervenuto nel corso della trasmissione Diritto e Rovescio su Rete 4, accanto alla madre Patrizia, che ha ribadito: «Non lo lascio».
Il legale ha precisato che la scelta intrapresa non riguarda pratiche eutanasiche, ma una procedura finalizzata a evitare l’accanimento terapeutico, alla luce di una prognosi ritenuta purtroppo infausta. «Non è eutanasia – ha spiegato – ma un percorso che serve ad accompagnare il paziente e a ridurre la sofferenza quando non esistono più prospettive di guarigione».
La Pianificazione condivisa delle cure, prevista dall’articolo 5 della Legge 219/2017 sul consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento, consente di definire insieme ai medici le terapie e i trattamenti da proseguire o sospendere in caso di incapacità di autodeterminazione. Trattandosi di un minore, la decisione spetta ai genitori, in dialogo con l’équipe sanitaria.
Secondo quanto riferito dal legale, l’orientamento clinico sarebbe quello di spostare l’intervento medico dalla ricerca della guarigione all’alleviamento della sofferenza, in un percorso terapeutico di tipo palliativo. «Avendo valutato una prognosi senza ombra di dubbio infausta, è stata questa l’unica strada percorribile», ha aggiunto Petruzzi.
Sul fronte giudiziario, intanto, l’inchiesta prosegue: gli atti raccolti dalla Procura di Bolzano sono stati trasmessi a Napoli, competente per territorio, e non si esclude l’emissione di nuovi avvisi di garanzia. Tra i punti da chiarire vi è soprattutto la gestione del trasporto dell’organo destinato al trapianto, che sarebbe arrivato in un contenitore ritenuto non adeguato e raffreddato con ghiaccio secco, elemento ora al centro degli accertamenti investigativi.


