Vai al contenuto

Manifestazione pro Flotilla per Gaza, 18 misure cautelari: 5 arresti domiciliari e 13 obblighi di firma

Pubblicato: 19/02/2026 11:49

Il tribunale di Torino ha disposto 18 misure cautelari nei confronti di militanti coinvolti in diverse manifestazioni tra settembre e novembre 2025, tutte legate al sostegno della Global Sumud Flotilla. Tra i reati contestati figurano danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. Le misure comprendono 5 arresti domiciliari, 12 obblighi di presentazione quotidiana alla Procura e un divieto di dimora nel comune di Torino. I destinatari sono 11 uomini e 7 donne, tutti sotto indagine nell’ambito di un procedimento ancora in fase di indagini preliminari.

Le misure cautelari si inseriscono in un contesto di manifestazioni di grande impatto che hanno visto migliaia di persone partecipare a cortei e azioni dirette, spesso con episodi di violenza e blocco della circolazione.
Leggi anche: Scontri a Torino, accuse alla “borghesia compiacente”. Caselli: “Giuste”

La manifestazione del 24 settembre

La prima delle manifestazioni oggetto di contestazione si è svolta il 24 settembre 2025, con circa 1.500 partecipanti. Il corteo, partito da piazza Castello, ha percorso le vie del centro fino alla stazione ferroviaria di Porta Susa, dove circa 700 manifestanti hanno forzato uno degli accessi e occupato i binari ferroviari per circa un’ora e venti minuti, causando il blocco dei treni. L’azione ha determinato un primo intervento delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza dei passeggeri e il ripristino della normale circolazione.

fotogramma degli scontri 9 febbraio torino

Episodi successivi e occupazione di strutture

Gli altri episodi contestati riguardano manifestazioni del 2 e 3 ottobre. Il 2 ottobre, circa 30 attivisti hanno tagliato la recinzione dell’aeroporto “S.Pertini” di Caselle, causando la sospensione dei voli per circa 30 minuti. In serata, un corteo di 10.000 persone ha raggiunto le O.G.R., scavalcando i cancelli per permettere l’accesso a decine di manifestanti e causando danni a monitor, vetrate e autovetture di Stellantis, oltre a spintonamenti e strattonamenti verso gli addetti alla sicurezza. Due operatori del Reparto Mobile sono stati feriti da un oggetto lanciato dall’alto, riportando lesioni con prognosi di 10 giorni.

Il giorno successivo, 3 ottobre, circa 1.300 manifestanti hanno nuovamente cercato di accedere alle O.G.R., lanciando pietre e oggetti contro le forze dell’ordine. Successivamente, il corteo si è spostato all’esterno della sede dell’azienda Leonardo, in corso Francia, dove sono state danneggiate automobili e sei operatori del Reparto Mobile hanno riportato ferite con prognosi fino a 30 giorni.

scontri torino evidenza

Irruzioni a Città Metropolitana e La Stampa

Altri episodi riguardano l’irruzione nella Città Metropolitana di Torino, avvenuta il 14 novembre durante il corteo “No Meloni Day”. Nella circostanza, nove operatori del Reparto Mobile sono stati feriti da calci, oggetti lanciati e dall’uso di un estintore, il cui gas è stato spruzzato contro la polizia.

Infine, il 28 novembre, circa 80 manifestanti hanno fatto irruzione all’interno della sede del quotidiano La Stampa, durante uno sciopero generale, danneggiando porte e telecamere di videosorveglianza e utilizzando la forza intimidatoria del gruppo.

Procedimento in corso

Le 18 misure cautelari rappresentano un passo significativo nel procedimento attualmente in fase di indagini preliminari. L’attenzione degli inquirenti è concentrata non solo sui reati materiali, come i danni e le lesioni, ma anche sulla ricostruzione delle dinamiche e delle responsabilità individuali all’interno di manifestazioni di grande portata, in cui spesso la violenza è stata esercitata da gruppi numerosi.

Le indagini proseguono con intercettazioni, raccolta di testimonianze e analisi dei filmati video delle manifestazioni, al fine di accertare la partecipazione effettiva dei soggetti destinatari delle misure e chiarire le circostanze di ciascun episodio contestato.

L’azione giudiziaria intende tutelare sia la sicurezza pubblica sia la libertà di manifestazione, individuando i confini tra protesta politica legittima e comportamenti che configurano reati penali. Il procedimento a Torino diventerà così un caso di riferimento per le modalità di gestione di manifestazioni di massa con episodi di violenza collettiva e occupazione di spazi pubblici e privati.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure