
La NASA ha completato con successo tutti i test preliminari e le prove generali in vista di Artemis II, la prima missione con equipaggio del nuovo programma lunare americano. Il lancio è atteso non prima del 6 marzo, anche se la data ufficiale non è stata ancora definita.
Dopo il via libera finale, i quattro astronauti inizieranno il periodo di quarantena preventiva, una procedura standard per ridurre al minimo il rischio di malattie prima della partenza.
L’equipaggio della missione
A bordo della capsula Orion voleranno quattro astronauti selezionati dalla NASA e dall’Agenzia Spaziale Canadese:
- Reid Wiseman
- Victor Glover
- Christina Koch
- Jeremy Hansen
La missione non prevede un allunaggio: l’equipaggio orbiterà attorno alla Luna, testando sistemi e procedure in vista delle future missioni che riporteranno astronauti sulla superficie lunare.
I test al Kennedy Space Center
Le prove di lancio si sono svolte presso il Kennedy Space Center, in Florida. Durante le operazioni, i tecnici hanno monitorato con attenzione il rifornimento di idrogeno liquido, una delle fasi più complesse già emersa come critica nei test precedenti.
Secondo quanto comunicato dall’agenzia spaziale, le concentrazioni di idrogeno sono rimaste entro i limiti di sicurezza, rafforzando la fiducia nelle nuove guarnizioni installate sull’interfaccia che convoglia il carburante verso il razzo.
Si è verificata un’interruzione temporanea delle comunicazioni al Launch Control Center nelle prime fasi del rifornimento. Gli operatori hanno attivato i sistemi di backup, garantendo la sicurezza delle operazioni fino al ripristino dei canali principali. Il guasto è stato isolato e risolto.
Manutenzione e sistema di sicurezza del razzo SLS
Nei prossimi giorni saranno installate piattaforme temporanee di accesso per consentire ai tecnici di intervenire sui segmenti superiori dei booster a propellente solido e sul serbatoio intermedio del razzo.
L’obiettivo è verificare e testare il sistema di terminazione del volo, un dispositivo fondamentale per la sicurezza. Le piattaforme sono state progettate sulla base delle lezioni apprese durante la missione Artemis I e permettono di effettuare controlli direttamente dalla rampa, senza dover riportare il razzo nel Vehicle Assembly Building.
Il vettore utilizzato sarà lo Space Launch System (SLS), il razzo più potente mai costruito dalla NASA.
Il profilo della missione Orion
La capsula Orion effettuerà inizialmente diverse orbite attorno alla Terra prima di intraprendere un viaggio di circa quattro giorni verso la Luna. Seguirà un sorvolo ravvicinato del satellite naturale e il rientro verso il nostro pianeta.
La missione avrà una durata complessiva di circa dieci giorni. Durante il volo, gli astronauti prenderanno più volte il controllo manuale della navicella per testare sistemi, procedure operative e capacità di manovra.
Artemis II nel programma di ritorno alla Luna
Artemis II rappresenta il secondo passo del più ampio Programma Artemis, il piano con cui gli Stati Uniti puntano a riportare astronauti sulla superficie lunare e a costruire una presenza stabile nello spazio profondo.
Le missioni successive prevedono il ritorno sulla Luna e la progressiva realizzazione della stazione orbitale Gateway, che fungerà da piattaforma di collegamento tra la Terra e il satellite.
Il ruolo strategico della stazione Gateway
La futura stazione Gateway sarà utilizzata per condurre esperimenti scientifici oltre la magnetosfera terrestre e per testare tecnologie destinate a missioni di lunga durata.
Oltre a supportare le attività lunari, la struttura sarà una tappa fondamentale per future missioni con equipaggio verso Marte, nell’ambito di un progetto internazionale guidato dalla NASA con il coinvolgimento di numerose agenzie spaziali partner.


