
«Non potete farmi questo. Io sono il secondo figlio della regina Elisabetta». Sarebbe questa, secondo indiscrezioni riportate dalla stampa britannica, la reazione dell’ex principe Andrea d’Inghilterra al momento dell’arresto avvenuto giovedì scorso nell’ambito delle indagini sui suoi rapporti con Jeffrey Epstein.
Le parole, riferite ai poliziotti intervenuti, non avrebbero però avuto alcun effetto: Andrea sarebbe stato trattenuto per circa 11 ore dalla polizia di Thames Valley presso la stazione di Aylsham, nel Norfolk, prima di essere rilasciato.
Le indagini su mail e residenze
Gli investigatori continuano a esaminare presunte mail governative riservate che l’ex duca avrebbe inoltrato a Epstein durante il periodo in cui ricopriva il ruolo di inviato per il commercio. Parallelamente proseguono le perquisizioni nelle sue attuali e precedenti residenze, incluso il Royal Lodge a Windsor, dal quale sarebbe stato allontanato poche settimane fa.
Secondo quanto riportato dal Sun, re Carlo avrebbe messo a disposizione degli inquirenti tutti i documenti di Buckingham Palace relativi al fratello, nel tentativo di favorire la piena collaborazione con le autorità.
Le rivelazioni e la questione delle lettere
Il Mail on Sunday ha pubblicato in prima pagina alcune email attribuite a un presunto “whistleblower” che, già anni fa, avrebbe segnalato alla Royal Family affari sospetti riconducibili ad Andrea. La lettera sarebbe stata recapitata a uno studio legale legato alla famiglia reale, ma non è chiaro se sia mai arrivata direttamente all’attuale sovrano.
All’epoca dei fatti, nel 2019, la regina Elisabetta era ancora in vita. Secondo diverse ricostruzioni, la sovrana avrebbe mantenuto un ruolo centrale nelle decisioni riguardanti il figlio, circostanza che, almeno per ora, non sembra coinvolgere direttamente re Carlo sotto il profilo giudiziario.
Il coinvolgimento delle forze di polizia
Le indagini restano complesse e coinvolgono diversi corpi di polizia del Regno Unito. Si parla anche della collaborazione dell’ex primo ministro Gordon Brown, preoccupato da eventuali utilizzi di aerei della Raf per incontri con Epstein.
Il Sunday Times ha inoltre sollevato interrogativi sul comportamento di alcuni agenti della Metropolitan Police, che nel 2010 avrebbero svolto servizio di sicurezza a un evento organizzato a New York nella residenza di Epstein, alla presenza di personalità di rilievo internazionale.
L’inchiesta prosegue mentre la vicenda continua a generare tensioni istituzionali e nuove rivelazioni sul rapporto tra Andrea ed Epstein.


