
Il mondo del cinema e della televisione americana perde uno dei suoi volti più riconoscibili. Membro di una delle dinastie artistiche più note di Hollywood e interprete di personaggi diventati iconici tra gli anni Ottanta e Duemila, è morto all’età di 71 anni. A dare la notizia è stata la sua famiglia, che ha scelto di accompagnare l’annuncio con parole di grande dolore ma anche con un messaggio preciso, volto a rompere il silenzio attorno alla malattia mentale.
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L’attore si è suicidato dopo una lunga convivenza con il disturbo bipolare, una battaglia durata quasi vent’anni. I familiari hanno deciso di rendere pubblica la causa della morte proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema ancora oggi segnato da stigma e incomprensioni. In una dichiarazione diffusa a Deadline hanno scritto: “È con profonda tristezza che dobbiamo annunciare la scomparsa del nostro amato padre, nonno, zio e fratello”. Poi hanno aggiunto: “In un mondo che può sembrare così buio, Bobby è sempre stato un faro di luce per tutti coloro che lo circondavano. Siamo addolorati per la perdita di questa splendida anima e vogliamo rendere omaggio alla coraggiosa lotta di Bobby contro la sua battaglia quasi ventennale contro il disturbo bipolare. Speriamo che il suo percorso possa illuminare la sua vita e incoraggiare ad affrontare lo stigma associato alla malattia mentale. In questo momento chiediamo la massima riservatezza per elaborare il lutto per questa perdita insondabile. Con gratitudine per la vostra comprensione e compassione”.

Cinema e tv in lutto: l’attore si è suicidato a 71 anni
A rafforzare questo messaggio è intervenuto anche il fratello maggiore, l’attore Keith Carradine, che ha spiegato come la famiglia abbia voluto che il mondo conoscesse la verità sulla malattia di Robert Carradine. “Vogliamo che la gente lo sappia e non c’è niente di cui vergognarsi”, ha dichiarato. “Voglio celebrarlo per la sua lotta contro questo problema e celebrare la sua anima meravigliosa. Era profondamente dotato e ci mancherà ogni giorno. Troveremo conforto nel vedere quanto potesse essere divertente, quanto fosse saggio, profondamente tollerante e tollerante. Ecco chi era il mio fratellino”. Parole che restituiscono il ritratto di un uomo segnato dalla sofferenza ma ricordato soprattutto per la sua umanità.

Nato nel 1954, Robert era il figlio più giovane dell’attore John Carradine. La sua era una famiglia profondamente intrecciata con il mondo dello spettacolo: i fratellastri maggiori David Carradine e Bruce, nati dal primo matrimonio del padre, e i fratelli Keith e Christopher hanno tutti intrapreso, in forme diverse, la carriera di attori. Nel 2009 la famiglia era già stata colpita da un’altra tragedia, quando David morì a 72 anni per asfissia in una stanza d’albergo in Thailandia. Robert avrebbe poi raccontato che la sua malattia mentale era stata scatenata proprio da quella perdita, fino alla diagnosi definitiva di disturbo bipolare.
Il debutto cinematografico di Carradine avvenne nel 1972 accanto a John Wayne in The Cowboys. A quella esperienza seguirono ruoli in produzioni importanti come Tornando a casa, premiato con l’Oscar, e una parte nel film del 1973 di Martin Scorsese, Mean Streets, in cui arrivò persino a sparare al fratello David in una scena rimasta impressa agli appassionati. Nel 1980 prese parte a The Long Riders insieme ai fratelli David e Keith, interpretando i fratelli Younger, realmente esistiti, in una pellicola che riuniva sullo schermo diverse coppie di fratelli attori.


Robert Carradine, who previously starred in ‘Lizzie McGuire,’ has passed away at 71. pic.twitter.com/XSZOJClAl0
— Pop Crave (@PopCrave) February 24, 2026
Il successo più grande arrivò però nel 1984 con la commedia La rivincita dei nerds, in cui vestiva i panni del protagonista Lewis Skolnick. Per prepararsi al ruolo trascorse del tempo sotto copertura all’Università dell’Arizona, convincendo veri studenti di essere un autentico nerd. Il film divenne un cult generazionale e generò tre sequel nel 1987, 1992 e 1994. Anni dopo, una nuova generazione lo avrebbe conosciuto come il padre di Lizzie nella serie Disney Lizzie McGuire, dove interpretava Sam accanto a Hilary Duff, apparendo in 65 episodi tra il 2001 e il 2004.
Sul piano personale, Carradine ebbe una figlia, l’attrice Ever Carradine, dalla relazione con Susan Snyder. In seguito sposò Edith Mani, dalla quale ebbe due figli, Marika e Ian. Il matrimonio durò 25 anni, fino al divorzio nel 2015. Durante il procedimento del 2017, Mani sostenne che l’attore avesse tentato di ucciderli entrambi in un incidente d’auto in Colorado nel 2015; Carradine ammise di trovarsi in uno “stato psicotico” in quel momento.
Dietro i riflettori e i personaggi che hanno fatto sorridere milioni di spettatori, resta così la storia di un uomo che ha combattuto a lungo contro una malattia invisibile. La famiglia ha scelto di trasformare il dolore in un appello pubblico, affinché la sua vicenda possa contribuire a scardinare il pregiudizio e a ricordare che chiedere aiuto non è mai motivo di vergogna.


