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“Perché lo ha fatto!”. L’orrore di un ginecologo su centinaia di donne: racconto shock

Pubblicato: 24/02/2026 11:26

Ci sono storie che iniziano nel silenzio di uno studio medico, tra una diagnosi difficile e la fiducia riposta in un camice bianco. Storie che parlano di dolore, di scelte cliniche complesse, di interventi chirurgici presentati come necessari. E che solo anni dopo, quando i sintomi non si placano e le domande aumentano, si trasformano in esposti, denunce, richieste di verità.

Quando il sospetto riguarda la legittimità stessa di un’operazione, il terreno diventa ancora più delicato. Perché non si tratta soltanto di una complicanza o di un errore: si parla di organi rimossi, di diagnosi contestate, di vite segnate da conseguenze irreversibili. Ed è in questo scenario che un caso sanitario è esploso, portando con sé un’ondata di polemiche e un’indagine giudiziaria destinata a fare chiarezza.
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Le accuse e le testimonianze delle pazienti

Il caso è emerso a Melbourne, in Australia, dove un ginecologo ora in pensione è accusato di aver eseguito isterectomie e asportazioni di ovaie senza un evidente motivo medico. Secondo quanto riportato dall’emittente pubblica ABC, oltre 100 pazienti hanno raccontato di essere state sottoposte a interventi per presunta endometriosi grave, diagnosi che in diversi casi non sarebbe stata supportata da riscontri clinici adeguati.

Molte operazioni sarebbero state effettuate presso l’Epworth Hospital. Diverse donne hanno dichiarato di aver scoperto solo successivamente l’assenza di segni significativi della patologia che avrebbe giustificato interventi così invasivi.

Tra le pazienti che hanno deciso di esporsi pubblicamente figurano Claire Gallaher e Sophie Wilkinson. Entrambe hanno riferito di conseguenze fisiche pesanti dopo le operazioni, con dolori persistenti e un recupero molto più complesso del previsto.

Le segnalazioni all’AHPRA e l’indagine

Le denunce sarebbero state presentate negli ultimi cinque anni all’Australian Health Practitioner Regulation Agency (AHPRA), l’ente responsabile della vigilanza sui professionisti sanitari in Australia. Alcune pazienti hanno affermato che le loro segnalazioni non sarebbero state inizialmente prese in carico.

Il caso è ora oggetto di una indagine della magistratura, che dovrà stabilire se vi siano stati interventi chirurgici non giustificati e se emergano responsabilità penali o disciplinari. Il medico ha negato ogni addebito, sostenendo di aver operato solo quando convinto della necessità clinica.

Le reazioni politiche e le polemiche

La vicenda ha provocato una forte reazione istituzionale. La premier dello Stato di Victoria, Jacinta Allan, ha definito le accuse gravi e ha annunciato di aver trasmesso gli atti alla polizia, sottolineando che l’asportazione di organi senza indicazione clinica rappresenta un reato.

Oltre all’aspetto penale, il caso solleva interrogativi sulla vigilanza sanitaria e sull’efficacia dei controlli. L’AHPRA è finita al centro delle critiche per non aver adottato tempestivamente misure restrittive nonostante le numerose segnalazioni ricevute.

L’inchiesta dovrà ora accertare i fatti e verificare l’eventuale esistenza di ulteriori casi. Al centro restano le accuse di isterectomie senza motivo medico, un’ipotesi che, se confermata, aprirebbe uno dei più delicati scandali sanitari degli ultimi anni in Australia.

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