
Nel giorno che segna il quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, il Parlamento europeo è tornato a condannare l’aggressione di Mosca con una nuova risoluzione approvata a larga maggioranza. Ma tra gli eurodeputati italiani non sono mancate divisioni e distinguo politici.
Il testo è passato con 437 voti favorevoli, 82 contrari e 70 astensioni, come emerge dal voto nominale in Aula.
Vannacci e M5S contro la risoluzione
Tra gli italiani hanno votato contro l’eurodeputato Roberto Vannacci, entrato oggi nel gruppo Esn, e i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, che siedono nel gruppo The Left. Una scelta in linea con l’orientamento dei rispettivi gruppi europei.
Vannacci si è espresso coerentemente con la posizione di Esn, che in larga parte ha votato contro il testo. Anche gli eurodeputati pentastellati hanno bocciato la risoluzione, collocandosi tra i contrari insieme a esponenti della Left e dei Patrioti.
Lega astenuta, così come Salis e Verdi italiani
Si sono invece astenuti gli eurodeputati della Lega, insieme a Ilaria Salis (The Left) e ai Verdi italiani, che hanno votato in modo difforme rispetto alla maggioranza del loro gruppo europeo, schieratosi a favore.
Astenuto anche Marco Tarquinio, eletto con il Partito democratico.
FdI, Forza Italia e Pd a favore
Hanno votato a favore della risoluzione gli eurodeputati di Fratelli d’Italia e Forza Italia, così come la maggioranza dei rappresentanti del Partito democratico. Non risulta aver votato Cecilia Strada.
Favorevole anche Elisabetta Gualmini, di Azione, da poco entrata nel gruppo Renew Europe.
Il quadro nei gruppi europei
A livello europeo, la risoluzione ha raccolto il sostegno della stragrande maggioranza del Ppe, di gran parte dell’Ecr, della quasi totalità dei Socialisti & Democratici e di quasi tutto Renew. Anche una larga parte dei Verdi ha votato a favore.
Tra i contrari figurano quasi tutti gli eurodeputati di Esn, diversi Non Iscritti e alcuni esponenti della Left e dei Patrioti. Le astensioni hanno coinvolto soprattutto membri dei Patrioti, diversi deputati della Left e dei Verdi (in questo caso tutti italiani), oltre ad alcuni esponenti di altri gruppi.
Il voto conferma dunque una netta maggioranza dell’Eurocamera a sostegno dell’Ucraina, ma evidenzia anche fratture politiche significative all’interno della delegazione italiana e tra i diversi gruppi europei.


