
Il debutto di Irina Shayk sul palco del Teatro Ariston rappresenta uno dei momenti più chiacchierati del Festival di Sanremo 2026. La supermodella russa, nota a livello internazionale per la sua carriera folgorante e per le sue passate relazioni con icone come Cristiano Ronaldo e Bradley Cooper, affianca Carlo Conti nella conduzione della terza serata. La sua presenza non è passata inosservata, non solo per il prestigio della sua figura nel mondo della moda, ma anche per una serie di polemiche politiche che l’hanno travolta negli ultimi anni, legandola indirettamente al conflitto tra Russia e Ucraina.
Il rapporto tra la modella e l’Italia
Durante le interviste rilasciate prima della kermesse, Irina Shayk ha espresso un profondo rispetto per la tradizione musicale italiana. Ha dichiarato di considerare Sanremo come uno dei festival più longevi e influenti al mondo, capace di dare origine persino all’Eurovision. Il legame con l’Italia non è solo professionale ma anche affettivo e familiare. La modella ha ricordato con tenerezza come sua madre fosse una grande estimatrice di Adriano Celentano, una vera e propria leggenda in Russia. Tra i suoi brani preferiti spiccano Acqua e sale e il capolavoro di Franco Battiato, La cura, a dimostrazione di una conoscenza non superficiale della nostra cultura melodica. Nonostante il suo passato da studentessa di pianoforte e corista, la Shayk ha ammesso con ironia di preferire il ruolo di conduttrice a quello di interprete, sperando di non dover mettere alla prova le sue doti vocali davanti al grande pubblico.
La controversia legata al post sui social
La carriera della modella è stata segnata da un episodio avvenuto nel 2022, che ancora oggi genera accesi dibattiti. Al centro della bufera finì una fotografia pubblicata nelle sue storie di Instagram che ritraeva un’insalata russa accompagnata dalla didascalia Russianzz on Wednesday. L’uso della doppia lettera Z scatenò un’ondata di indignazione globale, poiché quel simbolo veniva utilizzato dalle truppe russe come segno di riconoscimento sui mezzi militari durante l’invasione dell’Ucraina. Molti utenti e alcuni giornalisti ucraini interpretarono quel messaggio come un esplicito atto di sostegno a Vladimir Putin, chiedendo a gran voce che i marchi di moda interrompessero i contratti pubblicitari con lei. La reazione della modella fu immediata e volta a smorzare i toni, spiegando che un’insalata è semplicemente un piatto tipico e che non vi era alcuna intenzione di inviare messaggi in codice o dichiarazioni politiche.
Le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa
Arrivata a Sanremo per l’inizio della terza serata, Irina Shayk ha dovuto affrontare nuovamente i giornalisti in merito alla sua posizione sul conflitto bellico. La sua strategia è stata quella della massima neutralità, affermando con decisione di non voler rilasciare commenti di natura politica, pur riconoscendo la complessità del momento storico che il mondo sta attraversando. Durante l’incontro con i media, la modella ha preferito spostare l’attenzione su temi sociali come il femminismo, descrivendosi come una donna forte che crede nel potere femminile pur mantenendo un profondo rispetto per il genere maschile. Ha sottolineato quanto sia importante per lei l’indipendenza e la capacità delle donne di influenzare positivamente la società contemporanea.
Il percorso professionale e le origini umili
Dietro l’immagine della diva globale si nasconde una storia di grandi sacrifici. Nata Irina Valer’evna Šajchlislamova nel 1986, la modella è cresciuta a Emanželinsk, una piccola città mineraria russa. Figlia di un minatore di carbone e di un’insegnante di musica, ha vissuto un’infanzia lontana dai riflettori della moda. La sua ascesa verso l’Olimpo delle top model è iniziata dopo la vittoria di un concorso di bellezza locale, che le ha aperto le porte delle passerelle di Parigi e New York. Oggi è considerata una delle donne più influenti del settore, capace di trasformare ogni sua apparizione pubblica in un evento mediatico di portata mondiale. La sua partecipazione a Sanremo 2026, pur tra le ombre delle polemiche passate, conferma il desiderio di Carlo Conti di dare al Festival un respiro internazionale, unendo la moda, la cronaca e la grande musica italiana.


