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Tram deragliato a Milano, indagato il conducente: “Ho avuto un mancamento, è diventato tutto nero”

Pubblicato: 02/03/2026 09:08

Il conducente del tram della linea 9 deragliato a Milano il 27 febbraio è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di disastro ferroviario colposo. L’autista, che sarà nuovamente ascoltato nei prossimi giorni dagli inquirenti, avrebbe riferito di aver accusato un improvviso malore poco prima di perdere il controllo del mezzo.

Secondo quanto dichiarato dall’uomo, sessantenne con 35 anni di servizio alle spalle, tutto sarebbe accaduto in pochi istanti: prima un forte dolore alla gamba, poi un mancamento. “Era diventato tutto nero e ho perso il controllo”, avrebbe spiegato poco prima di lasciare l’ospedale Niguarda, dove è stato ricoverato dopo l’incidente.

Nonostante lo choc, il conducente avrebbe riportato conseguenze fisiche lievi: avrebbe sbattuto la testa contro il vetro, riportando un occhio nero, ma senza gravi traumi. Accanto a lui, durante il ricovero, anche la moglie, che ha raccontato come l’uomo sia “moralmente distrutto” per quanto accaduto, definendo l’incidente un evento che in decenni di lavoro non si sarebbe mai aspettato. Nell’incidente sono morte due persone e ne sono rimaste ferite molte altre.

L’autista, infatti, ha trascorso l’intera carriera sui tram e quello del 27 febbraio rappresenterebbe il primo incidente della sua lunga esperienza professionale. Un elemento che sarà valutato dagli investigatori nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura.

Sulla dinamica del deragliamento stanno lavorando anche la Polizia locale e i tecnici, impegnati a ricostruire con precisione le cause dell’incidente. Sul tavolo della pm Elisa Calanducci, che coordina le indagini con il procuratore Marcello Viola, arriverà anche la relazione dei vigili, insieme agli accertamenti medici sul possibile malore del conducente e alle verifiche tecniche sul convoglio e sull’infrastruttura.

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Ultimo Aggiornamento: 02/03/2026 09:14

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