Vai al contenuto

Guerra, borse in profondo rosso: Ftse Mib crolla del 4% mentre i prezzi di petrolio e gas volano alle stelle

Pubblicato: 03/03/2026 18:02

Guerra, seduta ad alta tensione per le borse di tutta Europa. Piazza Affari scivola pesantemente insieme agli altri listini del continente, zavorrati dall’escalation in Medio Oriente dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele all’Iran e la risposta di Teheran.
A metà mattinata l’indice Ftse Mib ha ceduto fino al 4,75%, scendendo sotto quota 45.000 punti (44.079), per poi recuperare parzialmente pomeriggio, pur restando attorno a una perdita del 4% quando manca poco alla chiusura delle contrattazioni.

Timori sull’economia globale e sulle forniture energetiche

Gli investitori guardano con preoccupazione alla durata del conflitto. Il presidente americano Donald Trump ha indicato un orizzonte di 4-5 settimane di operazioni, senza escludere un prolungamento.

Il nodo centrale è rappresentato dal rischio di interruzione delle catene di approvvigionamento energetico, in particolare per il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, da cui transita una quota rilevante del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. Alcuni analisti ipotizzano che il barile possa raggiungere i 100 dollari nel caso di un conflitto prolungato, nonostante l’aumento della produzione annunciato dall’Opec.

Il rialzo delle materie prime energetiche alimenta i timori per una nuova fase di inflazione e per un rallentamento dell’economia globale.

Piazza Affari in profondo rosso

Sul listino milanese prevalgono nettamente i segni negativi. Tra le poche eccezioni si segnala Lottomatica, in rialzo del 3,81% dopo la diffusione dei conti 2025 con ricavi e utile in crescita. In positivo anche Leonardo, che limita i movimenti con un +0,81%, sostenuta dal comparto difesa.
Per il resto, il paniere principale è sotto pressione. Saipem è la maglia nera con un calo del 7,17%, penalizzata dall’esposizione al Medio Oriente. Pesanti anche altri titoli legati all’energia e alle utility: Italgas (-5,58%), Hera (-5,56%) e A2A (-5,28%).

Vendite diffuse anche sul comparto bancario: Unicredit perde il 5,75%, Banca Popolare di Sondrio il 5,50%, Intesa Sanpaolo il 5,44% e Bper Banca il 5,30%. La seduta conferma un clima di forte avversione al rischio, con gli operatori che restano in attesa di sviluppi geopolitici e segnali di stabilizzazione sul fronte energetico.

Energia e valute

Tornando al greggio ancora in rialzo le quotazioni con il Wti in progresso del 3,57% a 73,77 dollari e il Brent a 80,85 dollari (+4%). Ancora in volata il gas, seppur ben lontano dal +40% della vigilia, che viaggia in rialzo del 26% a 56 euro al megawattora. Sul valutario il cambio euro/dollaro si attesta a 1,1635 (1,1682 in chiusura).

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 03/03/2026 18:14

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure