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Carburanti, i prezzi salgono subito dopo la crisi nel Golfo: il sospetto di una nuova speculazione

Pubblicato: 05/03/2026 10:42

La guerra contro l’Iran è iniziata da pochi giorni e già in Italia si registrano aumenti sensibili dei prezzi dei carburanti alla pompa. Il rialzo è arrivato quasi immediatamente dopo gli attacchi ai siti energetici nel Golfo e la conseguente impennata del prezzo del petrolio sui mercati internazionali.
La velocità con cui i prezzi stanno salendo pone però una domanda semplice: come è possibile che il rincaro si trasferisca così rapidamente ai distributori italiani?

Il paradosso dei carburanti prodotti mesi fa

Il carburante che oggi viene venduto nelle stazioni di servizio non è stato raffinato con il petrolio acquistato ieri. Le scorte disponibili lungo la filiera – dalle raffinerie ai depositi fino ai distributori – derivano infatti da acquisti effettuati settimane o mesi fa, quando i prezzi del greggio erano diversi.
Questo significa che il carburante oggi venduto alla pompa è stato prodotto con costi molto più bassi rispetto alle quotazioni che si stanno registrando in questi giorni sui mercati internazionali.

In teoria, quindi, l’aumento del prezzo del petrolio dovrebbe riflettersi sui distributori solo con un certo ritardo, quando la filiera inizierà a utilizzare le nuove forniture acquistate ai prezzi più alti.
Quando invece i rincari arrivano quasi in tempo reale, il sospetto che si ripresenta – come già accaduto in altre crisi energetiche – è quello di una traslazione immediata dei prezzi verso l’alto che non corrisponde ai costi reali sostenuti dagli operatori.

Il copione già visto nelle crisi energetiche

Questo fenomeno non è nuovo. Ogni volta che si verifica una tensione geopolitica che coinvolge il petrolio o il gas, i mercati reagiscono immediatamente con un aumento delle quotazioni.

Ma lungo la filiera dei carburanti si osserva spesso un meccanismo asimmetrico: i prezzi salgono molto rapidamente quando il petrolio aumenta; scendono molto più lentamente quando le quotazioni tornano a diminuire.

È un comportamento che negli anni ha alimentato numerose polemiche e richieste di intervento pubblico, perché rischia di trasformare una crisi internazionale in un’opportunità di margine per alcuni operatori del mercato.

Il governo promette controlli e interventi

Il governo ha già acceso i riflettori sul tema dell’energia. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato nelle ultime ore che l’esecutivo è pronto a intervenire contro eventuali speculazioni, annunciando la disponibilità ad aumentare la tassazione per le aziende che dovessero trarre profitti ingiustificati dall’emergenza energetica.

Per ora il monitoraggio riguarda soprattutto le bollette del gas, con l’attivazione di una task force dell’autorità di regolazione Arera incaricata di controllare l’andamento dei prezzi. Ma è evidente che la questione dei carburanti non potrà restare fuori dal radar del governo.

Un nodo che riguarda famiglie e imprese

Il prezzo della benzina e del diesel ha un impatto immediato su trasporti, logistica e costo della vita. Un aumento alla pompa si trasferisce rapidamente sui costi di produzione e sui prezzi di molti beni di consumo.

Per questo motivo ogni sospetto di speculazione diventa particolarmente sensibile sul piano economico e sociale. Se gli aumenti non sono giustificati dai costi reali della materia prima, il rischio è quello di scaricare sui consumatori un rincaro che non corrisponde alla realtà della filiera energetica.

La crisi nel Golfo potrebbe effettivamente generare un nuovo shock petrolifero nei prossimi mesi. Ma proprio per questo motivo diventa fondamentale distinguere tra gli aumenti inevitabili legati ai mercati internazionali e quelli che rischiano di trasformarsi in un’ennesima operazione speculativa ai danni di cittadini e imprese.

I nuovi prezzi monitorati dall’Osservatorio del ministero delle Imprese e del made in Italy

Oggi si registrano nuovi rialzi sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. La benzina supera di slancio quota 1,7 euro/litro in media nazionale self service, il gasolio vola sopra 1,8 euro/litro. Il prezzo del gasolio è al massimo da oltre due anni, dal 4 marzo 2024, la benzina al livello più alto da tre mesi, dal 5 dicembre 2025. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di sette centesimi quelli del gasolio. Per Tamoil +3 centesimi sulla verde e +10 sul diesel.

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti: benzina self service a 1,724 euro/litro (+31 millesimi, compagnie 1,733, pompe bianche 1,705), diesel self service a 1,815 euro/litro (+62, compagnie 1,831, pompe bianche 1,783). Benzina servito a 1,859 euro/litro (+29, compagnie 1,904, pompe bianche 1,776), diesel servito a 1,945 euro/litro (+57, compagnie 1,995, pompe bianche 1,852). Gpl servito a 0,694 euro/litro (+3, compagnie 0,705, pompe bianche 0,683), metano servito a 1,423 euro/kg (+19, compagnie 1,431, pompe bianche 1,413), Gnl 1,228 euro/kg (+1, compagnie 1,236 euro/kg, pompe bianche 1,223 euro/kg). Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,816 euro/litro (servito 2,072), gasolio self service 1,903 euro/litro (servito 2,157), Gpl 0,831 euro/litro, metano 1,485 euro/kg, Gnl 1,296 euro/kg.

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Ultimo Aggiornamento: 05/03/2026 11:52

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