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Tra pietra e spirito, i conservatori europei a Viterbo: identità e competitività al centro del convegno Ecr

Pubblicato: 05/03/2026 14:44

VITERBO. L’Europa che riflette sulle proprie radici culturali, sulla identità cristiana e sulla necessità di rafforzare la competitività economica si è ritrovata questa mattina nel cuore della Tuscia. All’hotel Niccolò V si è svolto il convegno promosso dal gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (Ecr) dal titolo “Tra pietra e spirito: valori, radici e tradizioni nel rilancio della competitività e della coesione dell’Europa”, un appuntamento che ha riunito esponenti politici, istituzionali e accademici provenienti da diversi Paesi europei. L’iniziativa è stata organizzata dalla vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna insieme all’eurodeputato Marco Squarta, con l’obiettivo di approfondire il rapporto tra identità europea, tradizioni spirituali e sviluppo economico, in un momento storico segnato da profonde trasformazioni politiche e geopolitiche nel continente.

Il convegno ha riunito rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo accademico e della Chiesa per discutere di come le radici culturali e religiose dell’Europa possano dialogare con le sfide contemporanee della coesione territoriale e della competitività industriale. Tra i relatori sono intervenuti Mariano Crociata, presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali della Comunità Europea (Comece) e vescovo di Latina, Renato Brunetta, presidente del Cnel, la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Eugenia Roccella, e la rettrice dell’Università della Tuscia Tiziana Laureti. Tra gli ospiti presenti anche l’eurodeputato Nicola Procaccini, copresidente del gruppo Ecr, e l’europarlamentare Carlo Fidanza, vicepresidente esecutivo di Ecr e dell’Unione Democratica Internazionale.

L’identità europea al centro del confronto

Nel corso dell’incontro è stato più volte sottolineato il legame tra valori fondativi dell’Europa e azione politica. Nicola Procaccini ha spiegato che parlamentari conservatori provenienti da diversi Paesi europei hanno scelto di riunirsi a Viterbo non solo per un richiamo geografico ma anche simbolico, sottolineando come il cuore dell’Italia rappresenti un punto di riferimento spirituale oltre che culturale. Secondo l’eurodeputato, il lavoro politico del gruppo Ecr si muove a partire da un sistema di valori identitari che, a suo avviso, costituiscono la base stessa del progetto europeo e che non possono essere abbandonati nel dibattito contemporaneo.

Anche Carlo Fidanza ha insistito sull’importanza di difendere e valorizzare le radici cristiane e culturali dell’Europa, considerate la premessa per rafforzare il ruolo politico ed economico del continente. Nel suo intervento ha evidenziato come il momento attuale richieda un’Europa capace di custodire la propria identità storica e allo stesso tempo di guardare alle sfide future, in particolare nel campo della politica estera, della competitività industriale e dello sviluppo dei territori.

Competitività e territori nella nuova agenda europea

Nel dibattito è emersa anche la convinzione che negli ultimi anni il tema della competitività economica europea sia stato spesso subordinato ad altre priorità politiche. Fidanza ha parlato di una fase nuova, in cui l’Europa sarebbe chiamata a riportare al centro la crescita industriale e produttiva, dopo un periodo segnato da scelte politiche giudicate troppo orientate verso l’ideologia ambientale.

La riflessione si è concentrata anche sul ruolo dei territori europei come elemento fondamentale della coesione e dello sviluppo economico. In questa prospettiva, l’identità culturale e spirituale dell’Europa è stata indicata come uno dei fattori in grado di rafforzare la capacità del continente di affrontare le trasformazioni globali, mantenendo un equilibrio tra tradizione e innovazione. Il convegno di Viterbo ha rappresentato così un momento di confronto politico e culturale su quale direzione debba prendere il progetto europeo nei prossimi anni.

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