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Uccise il figlio durante una lite familiare: condannato a 11 anni Edoardo Borghini

Pubblicato: 06/03/2026 20:37

La Corte d’Assise di Novara ha condannato a 11 anni di reclusione Edoardo Borghini per l’omicidio del figlio Nicolò Borghini, avvenuto il 19 gennaio 2025 nell’abitazione di famiglia a Ornavasso, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

Secondo la ricostruzione emersa nel processo, il 64enne avrebbe sparato due colpi di fucile al termine di una violenta lite familiare. L’uomo ha sostenuto di aver agito per difendere la moglie.

La Procura di Verbania aveva chiesto per lui una condanna a 22 anni di carcere.

Le attenuanti riconosciute

I giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche prevalenti e quella della provocazione, riducendo quindi sensibilmente la pena rispetto alla richiesta dell’accusa. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro quindici giorni.

La difesa pronta all’appello

Il difensore dell’imputato, Gabriele Pipicelli, ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso in appello.

«Sono convinto che ci siano spazi per riformare la sentenza in meglio», ha dichiarato il legale, sottolineando come il tribunale abbia comunque riconosciuto le argomentazioni della difesa e la circostanza della provocazione.

L’avvocato ha inoltre ricordato che Borghini è stato ammesso al percorso di giustizia riparativa, che potrebbe essere valutato anche nel giudizio davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Torino.

La situazione dell’imputato

Dopo la sentenza, Borghini resterà agli arresti domiciliari, dove si trova attualmente ospite di un parente. Subito dopo l’omicidio aveva trascorso quattro giorni in carcere a Verbania.

La Corte ha inoltre disposto:

  • la confisca del fucile e delle cartucce utilizzate
  • la distruzione degli abiti della vittima
  • il rimborso delle spese processuali.

Il dolore della famiglia

In aula era presente inizialmente anche la moglie dell’imputato, che però ha lasciato l’aula prima della lettura della sentenza. La donna ha scelto di non costituirsi parte civile.

Prima dell’inizio del processo, Borghini aveva già risarcito la moglie, cedendole l’intera proprietà della casa in cui vivevano.

«La vera condanna per lui non è il carcere», ha commentato l’avvocato Pipicelli. «La sua condanna morale è aver ucciso il proprio figlio: non si darà mai pace e darebbe la sua vita per poterlo riportare indietro».

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