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Guerra in Medio Oriente, Tajani: “Rimpatriati oltre 20mila italiani da inizio crisi”

Pubblicato: 07/03/2026 19:24

Proseguono le operazioni organizzate dal governo per garantire il rientro dei connazionali italiani dalle aree interessate dalla guerra in Medio Oriente. Nelle ultime ore il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha fatto il punto sulla situazione durante un incontro con la stampa alla Farnesina, spiegando come le attività di evacuazione e assistenza consolare stiano continuando senza sosta.

Il capo della diplomazia italiana ha evidenziato il lavoro coordinato della rete diplomatica e consolare, impegnata a monitorare costantemente la sicurezza dei cittadini italiani all’estero. L’attenzione del ministero resta concentrata soprattutto sulle zone più esposte agli effetti del conflitto e sulle difficoltà logistiche legate alla chiusura o alla riapertura degli scali aeroportuali.

Le operazioni per il rientro dei connazionali

Nel corso del punto stampa, Tajani ha spiegato che il ministero ha organizzato numerosi collegamenti per facilitare il ritorno in Italia. “Abbiamo fatto di nuovo il punto della situazione con tutti gli ambasciatori e i consoli delle aree coinvolte direttamente o indirettamente dalla crisi in corso. Innanzitutto ci siamo preoccupati sempre del rientro in patria dei nostri concittadini. Siamo già arrivati a oltre 20mila persone che sono state rimpatriate dall’inizio della crisi”.

Il ministro ha sottolineato come le operazioni proseguano con l’obiettivo di assistere tutti coloro che chiedono di tornare. “Continuiamo a procedere con il maggior numero possibile di voli che si riescono a organizzare o, laddove vengono riaperti gli aeroporto, inserendo i nostri connazionali nei voli che partono”, ha aggiunto, spiegando che la rete diplomatica continua a lavorare per trovare nuove soluzioni di viaggio.

La pressione sulle ambasciate

Secondo quanto riferito dal titolare della Farnesina, nelle ultime ore si registra anche un leggero miglioramento della situazione per quanto riguarda le richieste di rientro. “La situazione è leggermente migliorata per quanto riguarda la pressione dei nostri connazionali”, ha dichiarato Tajani, lasciando intendere che la fase più critica delle evacuazioni potrebbe essere stata superata.

Nonostante questo, il ministero degli Esteri mantiene alta l’attenzione. Ambasciate e consolati restano in contatto continuo con i cittadini italiani presenti nelle aree interessate dalla crisi, fornendo informazioni aggiornate e coordinando le operazioni necessarie per garantire sicurezza e assistenza.

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