
È stata disposta una misura di vigilanza nei confronti di Cecilia Angrisano, presidente uscente del Tribunale dei Minori dell’Aquila, dopo una serie di minacce e attacchi ricevuti soprattutto sui social network. Il provvedimento arriva al termine di giorni segnati da polemiche e tensioni legate alla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”, che ha generato un forte dibattito pubblico e una ondata di critiche nei confronti della magistrata.
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La misura di vigilanza rafforzata, che precede l’eventuale assegnazione di una vera e propria scorta, prevede che la giudice comunichi alle autorità i propri spostamenti in tempo reale. L’obiettivo è garantire un livello di sicurezza adeguato dopo le numerose manifestazioni di ostilità registrate negli ultimi mesi.
La decisione, anticipata dal quotidiano Il Centro, arriva mentre il mandato di Angrisano alla guida del Tribunale per i minorenni dell’Aquila è ormai vicino alla conclusione.

Le minacce e le polemiche sui social
Negli ultimi tempi la figura di Cecilia Angrisano è stata al centro di una forte esposizione mediatica. In particolare, la magistrata è stata bersaglio di critiche e commenti ostili sul web, dove alcuni utenti l’hanno accusata di aver contribuito a “dividere” la famiglia coinvolta nel caso della famiglia nel bosco.
La vicenda ha acceso un dibattito acceso sui social network, trasformando la decisione del tribunale in un tema molto discusso anche al di fuori degli ambienti giudiziari.
In questo contesto sono comparsi anche messaggi di minaccia e attacchi personali, circostanza che ha spinto le autorità a disporre una maggiore tutela per la magistrata.
Il provvedimento di vigilanza prevede dunque un monitoraggio più attento dei movimenti della giudice, che dovrà informare le autorità competenti dei suoi spostamenti.
Il comunicato della magistrata e del procuratore Mancini
Proprio mentre cresceva la polemica, la presidente del Tribunale dei Minori dell’Aquila aveva diffuso un comunicato ufficiale, firmato congiuntamente con il procuratore David Mancini, con l’obiettivo di chiarire il senso delle decisioni adottate nel caso.
Nel documento veniva ribadito che le scelte dei magistrati in materia di tutela dei minori non sono guidate da motivazioni ideologiche, ma esclusivamente dalla necessità di proteggere i diritti dei bambini coinvolti.
Nel comunicato si legge: «Le sofferte e delicate decisioni in materia e particolarmente quelle incidenti sull’allontanamento dei minori dal contesto familiare non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i genitori ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore soggetto di diritti».
L’intervento pubblico aveva l’obiettivo di fare chiarezza dopo giorni di discussioni e polemiche legate al caso.

Vigilanza temporanea in attesa della fine del mandato
La misura di vigilanza disposta per Cecilia Angrisano potrebbe comunque avere una durata limitata nel tempo. Nelle prossime settimane, infatti, la magistrata dovrebbe concludere il suo incarico alla guida del Tribunale dei Minori dell’Aquila.
Proprio per questo motivo la situazione verrà riesaminata dalle autorità competenti, che valuteranno se mantenere o meno il livello di protezione anche dopo la fine del mandato.
Nel frattempo resta alta l’attenzione attorno al caso della famiglia nel bosco, una vicenda che ha generato un ampio confronto pubblico e che ha portato la presidente del tribunale minorile al centro di un clima di forte tensione, culminato con la decisione di rafforzare la sicurezza personale della magistrata.


