
Niente più scadenze mensili, né promesse che rischiano di scontrarsi contro il muro della burocrazia. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha scelto la linea della prudenza parlando del ponte sullo Stretto di Messina durante l’intervista rilasciata a Bruno Vespa a LetExpo 2026. Il dicastero sembra aver cambiato passo, scottato dalle lungaggini che da sempre caratterizzano le grandi opere in Italia. «Non do più scadenze mensili», ha ammesso il ministro, spiegando di aver imparato una lezione preziosa dal passato: «perché ho imparato che tra corsi, ricorsi, corte dei conti e comitati del no, prima voglio vedere le carte». Nonostante la cautela, l’obiettivo resta fissato con estrema chiarezza sul calendario: «il mio obiettivo è che questo sia l’anno dell’avvio dei lavori del benedetto ponte di Messina».
Una nuova cabina di regia per il sistema portuale
Oltre al grande cantiere siciliano, il titolare del Mit ha posto l’accento su un’altra rivoluzione strategica per il sistema economico nazionale: la nascita di Porti d’Italia Spa. Il progetto, curato dal vice ministro Rixi, punta a creare un’infrastruttura di coordinamento per gestire in modo unitario gli ingenti finanziamenti destinati alle autorità portuali. Salvini ha tenuto a precisare che si tratta di un’innovazione fondamentale, che non intende assolutamente prevaricare le singole realtà locali: «un’autorità di coordinamento, senza togliere autonomia a nessuno». La posta in gioco è altissima, parliamo di svariati miliardi di euro che il Ministero sta erogando per potenziare la competitività dei nostri scali marittimi. Per la nuova società il cronoprogramma è già tracciato e non prevede troppe soste: «conto che la società inizi a operare entro il 2026», ha concluso il ministro, dando prova di voler accelerare sui dossier che legano lo sviluppo infrastrutturale alla capacità di spesa del Paese. La sfida, tra promesse e realizzazioni concrete, entra così nel vivo.

