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Beatrice Venezi, dopo la nomina alla Fenice si dimette il consigliere del Mic Alessandro Tortato

Pubblicato: 11/03/2026 12:20

La città di Venezia torna a essere al centro dell’attenzione nazionale con la vicenda che riguarda il teatro La Fenice, uno dei templi della lirica italiana. Quella che doveva essere una semplice formalità amministrativa si è trasformata in un caso mediatico e politico, capace di mobilitare giornali, sindacati e opinione pubblica. I corridoi del teatro, solitamente silenziosi e immersi nelle note delle prove d’orchestra, hanno visto trasformarsi le discussioni tra maestranze, dirigenti e consiglieri in un acceso dibattito sulle nomine artistiche, i rapporti con la politica locale e la governance culturale.

In questi mesi, la tensione è stata palpabile: le assemblee degli orchestrali, i volantinaggi, gli scioperi e le dichiarazioni pubbliche hanno reso evidente quanto una scelta artistica possa avere un impatto che va ben oltre la sala prove. Ogni nota di dissenso, ogni comunicato o post social si è trasformato in un episodio mediatico, rendendo il teatro veneziano teatro anche di confronti istituzionali e scontri politici.
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Nomina di Beatrice Venezi

Il Consiglio d’indirizzo della Fondazione La Fenice, presieduto dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, ha formalizzato ieri la nomina di Beatrice Venezi alla direzione musicale del teatro. La scelta, avanzata dal sovrintendente Nicola Colabianchi, prevede che Venezi assuma l’incarico a partire da ottobre con un contratto quadriennale alla guida dell’orchestra. La nomina, fortemente sostenuta dai vertici di Fratelli d’Italia e dichiarata dalla stessa Venezi come vicina ai valori del partito, ha riacceso polemiche che si trascinano da mesi.

Dimissioni di Alessandro Tortato

A seguito della formalizzazione della nomina, il consigliere Alessandro Tortato ha annunciato le sue dimissioni dal Consiglio d’indirizzo. Musicista veneziano e figura tecnica indicata dal ministero della Cultura, Tortato spiega nel suo post su Facebook che il cortocircuito si è consumato proprio sul caso Venezi. Pur riconoscendo la legittimità della nomina, contesta la rappresentazione pubblica come “approvazione unanime” del Consiglio, ritenuta non conforme allo statuto del teatro, che limita il ruolo del Consiglio a bilanci, programmazione e scelta del sovrintendente.

Proteste delle maestranze

Fin dalla designazione iniziale, il 22 settembre scorso, gli orchestrali e le maestranze della Fenice avevano proclamato lo stato di agitazione. La scelta di Venezi è stata contestata trasversalmente per il curriculum giudicato insufficiente per la guida di un teatro di rilevanza internazionale. Le tensioni hanno portato a assemblee, volantinaggi e scioperi, trasformando una decisione artistica in un caso nazionale, con impatti anche sulla politica locale.

Controversie e clima interno

Tortato critica alcune dichiarazioni di Venezi, che aveva definito la gestione del teatro “anarchica”, e difende il livello professionale delle maestranze, considerandole tra le migliori a livello internazionale. La sospensione temporanea del cosiddetto “welfare” aziendale, decisa in fase di tensione per garantire il Concerto di Capodanno, è stata giustificata dal consigliere come prudenza finanziaria. Tuttavia, il clima simbolico e politico ha reso inevitabile la sua uscita dal Consiglio.

Implicazioni politiche e future

Le dimissioni di Tortato segnano un nuovo capitolo nella vicenda Venezi, sottolineando come la scelta della direttrice musicale sia diventata uno scontro che unisce cultura, politica e governance istituzionale. Molto dipenderà ora dall’esito delle elezioni comunali di maggio: il candidato del Pd, Andrea Martella, ha già dichiarato la necessità di “basta con l’amichettismo”, anticipando possibili cambiamenti nella gestione del teatro veneziano.

Il caso Fenice mostra come le nomine artistiche possano avere conseguenze istituzionali, mediatiche e sociali di ampio respiro, rendendo un teatro simbolo della cultura italiana anche il fulcro di un dibattito politico e culturale destinato a proseguire nei prossimi mesi.

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