
Tensione altissima al Senato durante il question time tra Matteo Renzi e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, protagonisti di un duro botta e risposta nato dal tema del caro benzina e dell’aumento dei costi energetici legati alla crisi iraniana. L’ex presidente del Consiglio ha incalzato il ministro chiedendo spiegazioni sull’andamento dei prezzi di energia e carburanti, ma la risposta del rappresentante del governo non ha placato le polemiche. Nel giro di pochi minuti, il confronto istituzionale si è trasformato in uno scontro politico dai toni accesi, con accuse personali e riferimenti al passato politico dei due contendenti.
Al centro della contestazione di Renzi c’è stata la gestione dell’emergenza legata ai rincari e, in particolare, la linea del governo sulle accise. Il leader di Italia Viva ha attaccato con parole molto dure, sostenendo che il ministro non sarebbe stato in grado di fornire chiarimenti convincenti sulle misure messe in campo. Nel suo intervento ha anche ricordato che, a suo dire, l’aumento delle accise sulla benzina sarebbe riconducibile all’attuale maggioranza, accusando Urso di non aver saputo offrire risposte concrete né sul piano economico né su quello politico. Il clima in Aula si è fatto subito rovente, anche per la scarsissima presenza di senatori nei banchi della maggioranza.
La tensione in aula
Nel corso del suo affondo, Renzi ha definito il ministro «incapace», sottolineando come la replica ricevuta fosse costruita soltanto sui documenti preparati dagli uffici. L’ex premier ha poi spostato l’attacco su un terreno ancora più politico, richiamando una vicenda del passato legata, secondo quanto sostenuto da lui stesso, a rapporti economici con l’Iran. Un passaggio che ha contribuito a far salire ulteriormente la tensione nell’emiciclo, mentre il senatore fiorentino insisteva anche sull’immagine di un’Aula quasi vuota, interpretata come un segnale di isolamento del ministro all’interno della stessa maggioranza.
La reazione di Urso non si è fatta attendere. Il ministro ha infatti riaperto il microfono mentre si sarebbe dovuti passare a un’altra interrogazione e ha contrattaccato direttamente Renzi, chiamando in causa il suo passato nei rapporti con l’ex presidente iraniano Hassan Rohani. Rivolgendosi agli studenti presenti in tribuna, ha invitato a cercare online episodi che, nella sua ricostruzione, collegherebbero l’ex premier a una posizione troppo morbida nei confronti di Teheran. Una mossa che ha acceso nuove proteste tra i banchi dell’opposizione e ha spinto la vicepresidente di turno Licia Ronzulli a intervenire per richiamare il ministro al rispetto delle regole dell’Aula.
Lo scontro continua fuori dal Senato
La polemica non si è fermata dentro Palazzo Madama. Subito dopo il confronto parlamentare, Renzi ha rilanciato lo scontro anche sui social, tornando ad accusare Urso di essere stato negli anni un difensore del regime di Teheran. Nel messaggio pubblicato online, il leader di Italia Viva ha collegato l’episodio in Aula ai temi economici sollevati durante il question time, sostenendo che il ministro sarebbe rimasto senza il sostegno pieno della maggioranza proprio su dossier delicati come benzina, gasolio, pressione fiscale e Pil.
L’episodio segna così un nuovo capitolo nel conflitto politico tra i due esponenti, in una giornata che avrebbe dovuto essere dedicata al confronto sulle misure contro il caro carburanti. Invece, il dibattito si è trasformato in una lite personale e politica, con il tema dei prezzi alla pompa rimasto sullo sfondo rispetto alla durezza delle accuse reciproche. A dominare la scena sono stati soprattutto i toni dello scontro, consumato in un’Aula semideserta e poi proseguito fuori dal Senato, dove la battaglia tra Renzi e Urso si è spostata immediatamente sul piano mediatico e politico.


