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Denise Pipitone, la criminologa Delfino Pesce rivela: “C’è un testimone che in 20 anni non è mai stato ascoltato”

Pubblicato: 13/03/2026 12:24

A oltre venti anni dalla misteriosa scomparsa di Denise Pipitone, il caso di cronaca che ha scosso Mazara del Vallo nel 2004 potrebbe registrare un’importante svolta. La criminologa Antonella Delfino Pesce, intervistata da Fanpage.it, ha dichiarato che un testimone fondamentale, mai ascoltato dalle autorità in oltre due decenni di indagini, sarebbe ora disponibile a fornire informazioni decisive sul rapimento della bambina.

Denise Pipitone, all’epoca di quattro anni, scomparve il primo settembre 2004 mentre giocava sotto casa della nonna. L’evento scosse l’intera Sicilia e aprì un’indagine complessa, segnata da sospetti, piste fuorvianti e lunghe vicende giudiziarie. Nel corso degli anni, la principale imputata fu Jessica Pulizzi, figlia di Anna Corona e di Pietro Pulizzi, ma la donna fu successivamente assoldata definitivamente. Nonostante ciò, il mistero sulla sorte della bambina rimane irrisolto.
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L’appello di Antonella Delfino Pesce

La criminologa ha lanciato un appello alla Procura di Marsala affinché venga concesso un confronto immediato tra gli inquirenti e la parte offesa, rappresentata da Tony Pipitone, padre legale della bambina. “Il mio è un appello affinché la Procura conceda un incontro alla parte offesa, perché ci sono elementi assolutamente dirimenti nella relazione che ho studiato”, ha sottolineato Delfino Pesce. Secondo la criminologa, il nuovo testimone potrebbe fornire dettagli cruciali sulla dinamica della sparizione e sulle persone coinvolte, contribuendo a far luce su uno dei casi più celebri di cronaca irrisolta in Italia.

Il testimone in questione sarebbe un uomo residente a Milano, che fino ad oggi non sarebbe mai stato sentito dalle autorità. La sua posizione, secondo Delfino Pesce, è di grande rilevanza per comprendere eventi mai completamente chiariti nel rapimento di Denise Pipitone. La criminologa, nota anche per aver ottenuto la riapertura del caso di Nada Cella, segue da vicino la vicenda insieme all’avvocato e al padre legale della bambina.

Il contesto giudiziario

Nonostante l’interesse della parte offesa, le precedenti istanze di riapertura del caso avevano ricevuto un rifiuto. Circa un anno fa, la Procura di Marsala ha respinto la richiesta presentata da Tony Pipitone, sostenendo che non vi fossero elementi nuovi sufficienti a giustificare la riapertura delle indagini, archiviate nel 2021. Ora, però, la possibile disponibilità di un testimone inedito potrebbe rappresentare una svolta inattesa.

La lunga vicenda giudiziaria ha visto l’alternarsi di accuse, processi e assoluzioni. L’attenzione mediatica, costante negli ultimi due decenni, ha mantenuto vivo l’interesse pubblico e politico, alimentando speranze periodiche di svolte decisive. La presenza di un testimone fino ad oggi inedito potrebbe finalmente fornire risposte concrete alle domande rimaste aperte per anni.

Il ruolo del padre legale

Tony Pipitone, padre legale di Denise, è da anni in prima linea nella ricerca di verità e giustizia. Nonostante il rigetto dell’istanza di riapertura, l’uomo non ha mai smesso di sollecitare le autorità a riesaminare il caso. La collaborazione con Delfino Pesce, esperta criminologa, è mirata a individuare nuovi elementi e testimonianze che possano chiarire i fatti e potenzialmente risolvere uno dei misteri più dolorosi della cronaca italiana.

Il possibile ascolto del nuovo testimone rappresenta non solo un’opportunità investigativa, ma anche un passo verso il riconoscimento del diritto della parte offesa a ricevere risposte concrete. La speranza è che l’apertura di questa nuova linea investigativa possa accelerare la verità e contribuire a chiudere un capitolo lungo vent’anni, caratterizzato da dolore, attesa e incertezza.

denise pipitone
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Una svolta possibile dopo vent’anni

Se confermata, la disponibilità del testimone di Milano potrebbe rivoluzionare le dinamiche del caso Denise Pipitone. La sua testimonianza potrebbe fornire dettagli diretti e concreti, mettendo a fuoco aspetti del rapimento finora mai considerati. La criminologa Delfino Pesce insiste sull’urgenza di un confronto con la Procura di Marsala, auspicando che le autorità valutino immediatamente la rilevanza di questa nuova pista investigativa.

Il caso rimane uno dei più noti della cronaca italiana e la possibilità di un testimone inedito apre una speranza concreta per la famiglia Pipitone e per chi attende verità e giustizia da più di vent’anni. L’attenzione mediatica rimane alta, con l’intero Paese in attesa di novità significative che possano finalmente fare chiarezza sulla scomparsa della piccola Denise.

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