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Auto bruciata alla giornalista Silvia Di Silvio: “Questo succede quando dici a un uomo che è finita”

Pubblicato: 13/03/2026 13:23

Un’auto distrutta dalle fiamme e un messaggio pubblico che denuncia una situazione di violenza e persecuzione. È quanto accaduto a Silvia Di Silvio, giornalista di Pescara, che ha raccontato sui social di essere stata vittima di quello che appare come un atto intimidatorio. La professionista ha spiegato di essere passata improvvisamente “dal raccontare i fatti all’esserne protagonista”, collegando l’episodio a una vicenda personale segnata da pressioni e minacce dopo aver deciso di interrompere una relazione.

L’episodio ha suscitato una forte reazione nel mondo dell’informazione e tra le istituzioni professionali, che hanno espresso solidarietà alla giornalista e chiesto interventi rapidi per fare piena luce sull’accaduto.
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Il racconto della giornalista sui social

A rendere pubblica la vicenda è stata la stessa Silvia Di Silvio, che ha condiviso sui social network le immagini della propria automobile completamente bruciata. Nel messaggio che accompagna la denuncia, la giornalista spiega di aver deciso di parlare apertamente della situazione che sta vivendo.

Nel suo post ha scritto di essere diventata protagonista di una storia che fino a poco tempo prima avrebbe raccontato da cronista. Secondo quanto dichiarato, il rogo dell’auto sarebbe collegato a una situazione di pressioni e comportamenti persecutori da parte di una persona a cui aveva deciso di dire basta.

“Questo è quello che succede quando non ti adegui al volere di un uomo al quale hai detto: è finita”, ha scritto la giornalista, utilizzando gli hashtag #vittimadiviolenza e #nonvoglioaverepaura, parole che hanno immediatamente attirato l’attenzione di colleghi e utenti, generando numerosi messaggi di solidarietà.

La presa di posizione dell’Ordine dei Giornalisti

Sulla vicenda è intervenuto ufficialmente l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, che ha espresso una “ferma e incondizionata solidarietà” alla collega. In una nota firmata dalla presidente Marina Marinucci, l’organismo professionale ha definito l’episodio come “un vile atto intimidatorio”, sottolineando la gravità dell’incendio doloso che ha distrutto il veicolo della giornalista.

Secondo l’Ordine, quanto accaduto rappresenta un episodio particolarmente grave perché si inserisce in un contesto già caratterizzato da atti persecutori, configurando una situazione che non riguarda soltanto il danneggiamento di un bene materiale. Il rogo dell’automobile, si legge nella nota, costituisce infatti “un attacco diretto all’incolumità fisica e psicologica della collega”.

L’appello a forze dell’ordine e magistratura

Alla luce della gravità dei fatti, l’Ordine dei Giornalisti ha rivolto un appello alle forze dell’ordine e alla magistratura affinché venga fatta piena luce sull’accaduto nel più breve tempo possibile. L’organismo professionale chiede che vengano garantite misure di protezione immediate e adeguate per la giornalista e che i responsabili dell’atto vengano identificati e perseguiti.

La richiesta riguarda anche l’applicazione rigorosa delle misure cautelari previste dalla legge nei casi di stalking e persecuzione, strumenti che servono proprio a tutelare le vittime di comportamenti intimidatori e violenti.

Nel comunicato finale, l’Ordine ribadisce la condanna di ogni forma di violenza o intimidazione nei confronti dei professionisti dell’informazione. “Condanniamo con la massima fermezza questo atto criminale e ogni forma di violenza, intimidazione e molestia nei confronti dei giornalisti”, conclude la nota.

Un caso che riaccende il tema della sicurezza dei giornalisti

L’episodio che ha coinvolto Silvia Di Silvio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dei giornalisti e delle violenze legate a dinamiche personali o professionali. Il fatto che una cronista abbia scelto di denunciare pubblicamente la vicenda dimostra la volontà di non rimanere in silenzio di fronte a un episodio percepito come intimidatorio.

Il caso resta ora al centro dell’attenzione delle autorità competenti, chiamate a verificare le circostanze dell’incendio dell’auto e a stabilire eventuali responsabilità. Nel frattempo, il mondo del giornalismo continua a stringersi attorno alla collega di Pescara, chiedendo verità e sicurezza per chi svolge quotidianamente il lavoro di informare.

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