Vai al contenuto

Consiglio supremo di difesa: Italia fuori dalla guerra, cresce il rischio terrorismo

Pubblicato: 13/03/2026 22:55

L’Italia non entrerà nella guerra in Iran e continuerà a muoversi sul terreno della diplomazia. È questo il messaggio principale uscito dalla riunione del Consiglio supremo di difesa convocata al Quirinale e presieduta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Al termine dell’incontro, durato oltre due ore e mezza, è stato diffuso un documento che ribadisce la linea già indicata dal governo: il Paese non è in guerra e non intende diventarlo, ma la crisi internazionale apre scenari molto pericolosi anche per la sicurezza interna.

Il comunicato parla esplicitamente di “rischio di gravissime iniziative terroristiche”, collegato all’allargamento dei conflitti in Medio Oriente e nel Mediterraneo, dove sono in gioco interessi strategici italiani. Una preoccupazione che si somma a quella per le minacce ibride, per l’instabilità regionale e per gli effetti geopolitici della guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti.

Il ruolo dell’Italia tra diplomazia e basi militari

Durante la riunione è stata confermata l’impostazione già espressa dalla premier Giorgia Meloni in Parlamento: l’Italia si richiama all’articolo 11 della Costituzione e sostiene ogni tentativo di riportare la crisi sul terreno negoziale e diplomatico. Il Consiglio ha sottolineato come la guerra stia indebolendo il sistema multilaterale costruito attorno all’Onu, già provato dall’invasione russa dell’Ucraina e dalle crescenti violazioni del diritto internazionale.

Il documento chiarisce anche il quadro sull’uso delle basi militari italiane. Il Parlamento ha autorizzato attività che rientrano negli accordi internazionali già esistenti, cioè supporto logistico e addestrativo agli alleati. Eventuali richieste ulteriori, in particolare da parte degli Stati Uniti, dovranno invece essere nuovamente sottoposte alle Camere.

Nella riunione è stata inoltre evidenziata la necessità di coordinare le iniziative con Francia, Germania e Regno Unito, nel tentativo di mantenere una posizione europea comune sulla sicurezza e sulla difesa degli interessi strategici.

Il Presidente della Repubblica in occasione dell’incontro con una rappresentanza del Corpo di Polizia Penitenziaria (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Tensioni nel Mediterraneo e allarme per Hormuz

Il Consiglio supremo di difesa ha espresso forte preoccupazione per l’allargamento dei conflitti nella regione, ricordando che alcuni missili sono stati lanciati verso Cipro e la Turchia, territori rispettivamente dell’Unione europea e della Nato, poi intercettati dalle difese dell’Alleanza.

Nel documento viene giudicato “grave” anche il tentativo dell’Iran di ostacolare la navigazione nello Stretto di Hormuz, un passaggio fondamentale per il traffico mondiale di petrolio e gas. La chiusura o anche solo il rallentamento delle rotte energetiche avrebbe conseguenze pesantissime sull’economia globale e sulle forniture europee.

Il Consiglio ha inoltre condannato l’aggressione ai militari italiani a Erbil, in Iraq, che ha portato a un ritiro parziale del contingente, e ha definito “inammissibili” gli attacchi israeliani contro il contingente Unifil in Libano, attualmente guidato dall’Italia.

La guerra e il prezzo pagato dai civili

Il documento finale sottolinea infine che il costo più alto della guerra continua a ricadere sulle popolazioni civili. Secondo le informazioni condivise durante la riunione, centinaia di migliaia di persone sono state evacuate dal sud del Libano e da alcune aree sciite di Beirut, mentre il conflitto continua ad allargarsi a nuovi teatri regionali.

Proprio per questo l’Italia insiste sulla necessità di riportare la crisi su un terreno diplomatico, evitando un’escalation che potrebbe trascinare l’intero Mediterraneo e l’Europa in uno scenario di instabilità molto più ampio.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 13/03/2026 22:56

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure