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“Mi sono auto registrato”. Caso Garlasco, la provocazione di De Rensis da Giletti

Pubblicato: 17/03/2026 18:05

Il caso Garlasco torna a riempire pagine e talk show. A distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, basta un dettaglio, un audio o una frase in tv per riaccendere un dibattito che, di fatto, non si è mai spento.

Nelle ultime ore l’attenzione si è concentrata su registrazioni audio, polemiche e nuove tensioni tra i protagonisti storici della vicenda, con un clima sempre più carico anche sui social.

Gli audio e l’ipotesi di depistaggio

Al centro delle discussioni ci sono i cosiddetti audio diffusi dalla criminologa Roberta Bruzzone, materiali che sarebbero stati portati in Procura Generale a Milano per valutare ipotesi pesanti come depistaggio e inquinamento delle indagini.

Si tratta di registrazioni che hanno immediatamente alimentato dubbi e sospetti, facendo partire anche una corsa all’identità della persona che parla. Un circuito mediatico che si autoalimenta tra programmi televisivi, rilanci online e commenti del pubblico.

L'avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi

Il rischio del processo mediatico

In questa fase, le ipotesi che circolano sono molte e spesso difficili da verificare. Il confine tra ricostruzione giornalistica e suggestione diventa sottile, con il rischio che la dimensione mediatica finisca per sovrastare quella giudiziaria.

Le apparizioni in tv, così, assumono un peso particolare: non solo occasioni di confronto, ma anche momenti in cui ogni parola viene soppesata, interpretata, talvolta letta come un messaggio “tra le righe”.

Massimo Giletti in studio con l'avvocato De Rensis durante la trasmissione

La frase di De Rensis in tv

È in questo contesto che si inserisce l’intervento dell’avvocato Antonio De Rensis, figura centrale nella difesa di Alberto Stasi, unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. Ospite in televisione, il legale ha scelto un registro ironico e provocatorio per replicare alle voci che lo vorrebbero coinvolto negli audio finiti sotto la lente degli inquirenti.

Una risposta che, proprio per i toni e per la scelta delle parole, ha immediatamente riacceso il confronto tra chi parla di smentita netta e chi, invece, intravede allusioni.

Massimo Giletti, conduttore televisivo, durante la puntata dedicata al caso Garlasco

“Senza il mio consenso mi sono autoregistrato…”

“Senza il mio consenso mi sono autoregistrato di notte e ho scoperto che ripeto sempre due nomi, Gianni e Luigi, e ora presenterò un esposto contro di me su questo”.

Con questa frase De Rensis ha liquidato le insinuazioni. Nelle sue intenzioni sarebbe una chiusura sarcastica, ma l’effetto è stato opposto: l’uscita ha lasciato dietro di sé nuove domande e ulteriori interpretazioni.

Il riferimento a “Gianni e Luigi” e le letture

Il passaggio sui nomi “Gianni e Luigi” non è passato inosservato. In particolare, c’è chi ha collegato il secondo nome all’avvocato Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi. Si tratta, va chiarito, di un’interpretazione che resta nel campo delle supposizioni, ma che mostra quanto ogni elemento venga analizzato in modo minuzioso.

D’altronde lo stesso De Rensis, nel tempo, ha già utilizzato espressioni allusive, come quando dichiarò: “A me piace stare ritirato nella mia casa, con il mio giardino e i miei fagiani. Non vorrei che mi tornasse la memoria”.

Video, social e nuove tensioni sul caso Garlasco

Attorno al delitto di Garlasco il clima resta teso e frammentato: tra scontri tra avvocati, accuse incrociate e nuove piste, rientrano anche contenuti online che contribuiscono a mantenere alta l’attenzione.

Tra questi vengono citati i video della youtuber Bugallalla, che hanno riportato al centro del dibattito elementi già acquisiti dagli inquirenti, in particolare il materiale informatico presente nel computer di casa Poggi. La rimozione e la successiva ripubblicazione dei video hanno alimentato ulteriormente le polemiche, tra accuse di censura e richieste di trasparenza.

Un caso che continua a dividere

Più se ne parla, più sembra complicato arrivare a una verità condivisa: tra televisione, social e protagonisti sempre più esposti, tutto finisce sotto i riflettori e, allo stesso tempo, appare sfuggente.

A rilanciare e analizzare queste dinamiche è stato anche un articolo di MowMag, che ha ricostruito la vicenda soffermandosi sul clima mediatico e sulle dichiarazioni di De Rensis. E mentre il dibattito continua, il caso Garlasco resta uno dei capitoli più intricati e discussi della cronaca italiana, capace ancora oggi di generare nuove tensioni a ogni passaggio.

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