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Papa Leone XIV riceve il giornalista che indaga sull’Opus Dei: “Può fare luce sugli abusi, è una setta”

Pubblicato: 17/03/2026 12:03


Un incontro che ha acceso i riflettori sulle accuse di abusi all’interno della potente organizzazione cattolica conservatrice, l’Opus Dei, si è svolto in Vaticano nelle ultime ore. Il Pontefice Papa Leone XIV ha ricevuto il giornalista inglese Gareth Gore, noto per le sue indagini sul Sodalizio di vita cristiana e autore del libro Opus: il culto del denaro oscuro, la tratta di esseri umani e le cospirazioni di destra all’interno della Chiesa cattolica. L’incontro ha rappresentato un passaggio importante nella vicenda, che riguarda presunti abusi spirituali, psicologici, emotivi, fisici e finanziari perpetrati all’interno dell’istituzione fondata da Josemaría Escrivá nel 1928.
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Un’udienza voluta dal Papa

Secondo quanto riferito dallo stesso Gore sulla sua piattaforma Substack, a fare da tramite è stato il giornalista Pedro Solinas, che aveva condotto indagini analoghe sull’Opus Dei. L’incontro, definito “privato e riservato”, è stato convocato direttamente da Papa Leone XIV: “Pedro mi ha spiegato che il Papa era a conoscenza del mio lavoro sull’Opus Dei e desiderava parlarmi in udienza privata, solo noi due”, ha raccontato Gore.

L’incontro arriva in un contesto di riforme interne alla prelatura personale, iniziato sotto Papa Francesco e proseguito con Leone XIV. Il Pontefice aveva già ricevuto in passato il prelato dell’Opus Dei, Monsignor Fernando Ocariz, senza ancora approvare i nuovi statuti dell’istituzione.

Le accuse riportate al Papa

Durante l’udienza, Gore ha illustrato una lunga serie di presunti abusi all’interno del gruppo. Tra le denunce, la pratica di adescamento di minori, il traffico e la schiavitù di giovani donne, la somministrazione di droghe ai membri e la violazione del segreto confessionale. Il giornalista ha inoltre spiegato come l’Opus Dei avrebbe utilizzato le sessioni di guida spirituale per manipolare i membri e ottenere obbedienza e denaro.

Gore ha citato anche casi specifici, come le denunce di alcune donne argentine pubblicate da La Nación, che hanno raccontato di esperienze assimilabili a schiavitù. Nonostante le accuse siano state respinte dall’Opus Dei, il giornalista ha sottolineato che non si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno più ampio.

Richieste al Vaticano

Il giornalista ha avanzato due richieste principali al Pontefice: l’avvio immediato di un’inchiesta indipendente sugli abusi all’interno dell’Opus Dei, guidata da esperti ecclesiastici e laici, e la riapertura del processo di beatificazione e canonizzazione di Josemaría Escrivá, alla luce di potenziali irregolarità emerse successivamente.

Gore ha definito il gruppo come una “setta abusiva” e ha sottolineato la necessità di tutelare le vittime e garantire la trasparenza nell’operato della Chiesa.

Un passo verso la trasparenza?

Nonostante un naturale scetticismo, il giornalista ha evidenziato la possibilità che l’incontro rappresenti un vero impegno di Papa Leone XIV a fare la cosa giusta: ascoltare le vittime, valutare le riforme e agire in base alle prove raccolte. “È ovviamente possibile che il Papa mi abbia invitato per dare l’impressione di aver ascoltato tutte le parti. Ma è anche possibile che voglia davvero sentire la verità e agire di conseguenza”, ha spiegato Gore.

L’incontro segna dunque un momento significativo nella vicenda dell’Opus Dei, portando alla luce le accuse e aprendo uno scenario in cui il Vaticano potrebbe dover affrontare questioni delicate legate alla gestione di una delle istituzioni più influenti della Chiesa cattolica contemporanea.

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