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Unità d’Italia, Mattarella: “Costituzione presidio dei diritti, egemonie minacciano equilibrio globale”

Pubblicato: 17/03/2026 11:46

Il 17 marzo, giorno in cui si celebra la Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera, rappresenta uno dei momenti fondanti della storia italiana. Nel 165° anniversario dell’Unità d’Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato i valori che hanno dato forma alla Repubblica e che continuano a orientarne il futuro.

Il valore dell’Unità e della Costituzione

Nel suo messaggio ufficiale, Mattarella ha sottolineato come il 17 marzo celebri il riconoscimento dell’Italia come Stato sovrano e il compimento delle aspirazioni nate nel Risorgimento, poi riaffermate nella lotta di Liberazione.

Un percorso storico complesso che ha portato alla costruzione dell’Italia contemporanea e alla ricomposizione delle fratture causate dall’occupazione nazifascista.

Secondo il capo dello Stato, i principi che caratterizzano la Repubblica – indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace – trovano la loro espressione più alta nella Costituzione, definita come un vero e proprio “presidio dei diritti e delle responsabilità”.

Un’identità condivisa tra simboli e partecipazione

Mattarella ha ribadito che l’Unità non è soltanto un assetto politico, ma un ideale profondo e condiviso, capace di attraversare l’intera storia nazionale.

In questo senso, Costituzione, Inno nazionale e Tricolore rappresentano i simboli di una comunità fondata su partecipazione, solidarietà e rispetto delle istituzioni democratiche.

Il presidente ha rivolto un pensiero particolare alle nuove generazioni, chiamate ad affrontare sfide globali complesse. Alle istituzioni spetta il compito di offrire orientamento, fiducia e responsabilità, affinché i giovani possano contribuire in modo consapevole al futuro del Paese.

Le tensioni internazionali e il richiamo alla pace

Nel suo intervento, Mattarella ha anche allargato lo sguardo al contesto globale, segnato da tensioni, conflitti e nuove aspirazioni egemoniche. Dinamiche che, ha osservato, rischiano di turbare l’equilibrio mondiale e rendono ancora più attuali i principi su cui si fonda la Repubblica, in linea con i valori sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.

Il 17 marzo diventa così anche un richiamo all’impegno civile, per custodire e attuare con coerenza i principi di libertà, giustizia e pace, sia in Italia sia nella comunità internazionale.

Le celebrazioni all’Altare della Patria

Le celebrazioni ufficiali si sono svolte all’Altare della Patria, a Roma, alla presenza delle più alte cariche dello Stato. Accanto al presidente della Repubblica erano presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Mattarella ha deposto una corona d’alloro al Milite Ignoto e ha ricevuto gli onori dal reparto interforze, accompagnati dall’esecuzione dell’Inno nazionale.
Nel corso della cerimonia, il presidente ha espresso un ringraziamento a tutti coloro che contribuiscono ogni giorno, con il proprio lavoro e impegno, a rendere l’Italia “una Nazione unita, forte e orgogliosa della propria storia”.

A chiudere le celebrazioni, il tradizionale sorvolo delle Frecce Tricolori, simbolo dell’unità e dell’identità nazionale.

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