
Un lunedì pomeriggio qualunque si è trasformato in un attimo di puro terrore per chi percorreva quel tratto sospeso sopra la città. Il rumore metallico delle carrozzerie che si accartocciano ha squarciato il brusio del traffico quotidiano, lasciando spazio a una scena caotica fatta di lamiere rovesciate e fumo. Il tempo sembra essersi fermato per i protagonisti di questo scontro, intrappolati in abitacoli deformati mentre intorno a loro la circolazione impazziva. Fortunatamente, il senso di autoconservazione e la prontezza dei riflessi hanno permesso a tutti i passeggeri di liberarsi dalle trappole di vetro e acciaio prima che la situazione potesse degenerare ulteriormente, trasformando una potenziale tragedia in una complessa operazione di soccorso coordinata sotto gli occhi preoccupati di centinaia di automobilisti.
Dinamica del terribile impatto pomeridiano
L’incidente si è verificato intorno alle ore 17:30 di lunedì 16 marzo 2026, coinvolgendo tre diverse automobili che transitavano sul ponte San Giorgio. La violenza dello scontro è stata tale da causare il ribaltamento di due vetture, mentre la terza è rimasta bloccata in testacoda sulla carreggiata. Nonostante la gravità visiva della scena, con le auto sottosopra che ostruivano il passaggio, le dinamiche esatte che hanno portato alla collisione sono ancora oggetto di accertamento da parte delle autorità competenti. Il tratto autostradale è diventato immediatamente teatro di un intervento massiccio per mettere in sicurezza l’area e prestare le prime cure alle persone rimaste coinvolte.
La macchina dei soccorsi si è attivata con estrema rapidità grazie all’invio di numerosi mezzi da parte del 118. Sul posto sono giunte le ambulanze della Croce d’Oro di Sampierdarena, della Croce Verde Pegliese e Praese e dei Volontari del Soccorso Fiumara, supportate dall’automedica Golf 4 e dalle squadre dei vigili del fuoco. Fondamentale è stato anche l’apporto del personale di Autostrade per la gestione della viabilità. Il bilancio parla di tre persone trasferite in ospedale con il regime di codice giallo, il che indica lesioni di media gravità che richiedono cure ma non pongono il paziente in immediato pericolo di vita. Tra i feriti si registra un ragazzino di 12 anni trasportato d’urgenza al Gaslini, suo padre diretto al San Martino e un terzo soggetto condotto al Galliera. Altre due persone coinvolte nell’urto hanno invece rifiutato il trasporto sanitario.
Caos e pesanti ripercussioni sul traffico
Le conseguenze sulla circolazione stradale sono state pesanti e prolungate per tutta la serata. Già intorno alle ore 18 si registravano quattro chilometri di coda tra l’abitato di Pegli e il bivio tra la A10 e la A7 in direzione di Genova. Il ponte è diventato un imbuto invalicabile che ha paralizzato il flusso dei pendolari in una delle fasce orarie più critiche della giornata. Per cercare di alleggerire la pressione sulla rete autostradale, è stata consigliata l’entrata a Genova Ovest sulla A7 per chi era diretto verso il capoluogo, mentre agli automobilisti provenienti da Ventimiglia è stata suggerita l’uscita obbligatoria a Pegli così da evitare di rimanere intrappolati nel lungo ingorgo che si è formato dietro i mezzi di soccorso ancora impegnati nella rimozione dei veicoli incidentati.
Riflessioni sulla sicurezza delle strade cittadine
Questo ennesimo episodio riporta l’attenzione sulla fragilità del sistema viario genovese e sulla pericolosità di alcuni tratti specifici. La cronaca locale continua a registrare eventi simili, tanto che il Comune sta valutando l’introduzione di nuove zone 30 e un potenziamento della segnaletica per arginare quella che appare come una lunga scia di incidenti. La mappa delle strade a rischio si aggiorna costantemente, evidenziando come la distrazione o l’alta velocità possano trasformare infrastrutture moderne in luoghi di grande pericolo. Mentre la città osserva con apprensione le notizie che arrivano dagli ospedali, resta aperta la discussione sulla necessità di interventi strutturali che garantiscano una maggiore protezione per chiunque si metta alla guida, dai professionisti del trasporto alle famiglie in viaggio.


