
È morto Umberto Bossi, fondatore della Lega, figura centrale della politica italiana degli ultimi decenni. Aveva 84 anni e si è spento all’ospedale di Circolo di Varese, dove era ricoverato. La sua scomparsa segna la fine di una stagione politica che ha profondamente cambiato il Paese, tra federalismo, identità territoriale e linguaggio diretto. Immediato il cordoglio trasversale della politica italiana, da alleati e avversari, che ne riconoscono il ruolo storico e l’impatto nel dibattito pubblico.
Salvini: “Mi hai cambiato la vita”
Sui social il messaggio del leader della Lega Matteo Salvini: “Coraggio, genio, passione, fatica, amore, rivoluzione, radici, libertà. Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita. Oggi ne ho 53 e ti saluto, nel giorno della Festa del Papà, con una lacrima ma con la stessa gratitudine, lo stesso orgoglio e la determinazione a non mollare mai, come ci hai insegnato. Il tuo immenso popolo ti rende omaggio e continuerà a camminare sulla strada che hai tracciato: quella della Libertà. Ciao, Capo. A Dio”.
Le parole di Sergio Mattarella
“Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, esprime il suo sincero cordoglio per la scomparsa di Umberto Bossi. Fondatore e animatore della Lega Nord è stato protagonista di una lunga stagione politica. L’Italia perde un leader politico appassionato e un sincero democratico. Il presidente della Repubblica manifesta vicinanza ai familiari e a tutti coloro che ne hanno condiviso l’impegno nel suo partito”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il figlio Renzo: “Fino all’ultimo fedele ai suoi ideali”
Renzo Bossi, figlio del fondatore della Lega, ricorda: “Dopo una vita di battaglie, vissuta fino all’ultimo respiro con passione e fedeltà ai suoi ideali, oggi si è spento nell’abbraccio dei suoi cari. Ci lascia la forza di non arrenderci mai, il coraggio di rialzarci dopo ogni caduta e l’amore profondo per la libertà e la nostra terra. Questo è ciò che porteremo avanti, ogni giorno”, dice all’AdnKronos.

Salvini annulla ogni impegno
“L’intera comunità della Lega è profondamente scossa e addolorata per la scomparsa del fondatore Umberto Bossi e si stringe con affetto e commozione ai suoi familiari. Tutti gli appuntamenti previsti per domani sono annullati”. Lo riferisce una nota della Lega aggiungendo che il segretario Matteo Salvini ha cancellato tutti gli appuntamenti previsti per domani e che tornerà a Milano con il primo volo.
Parla anche Giorgia Meloni
Bossi, Meloni: “Ha segnato fase importante della storia italiana” dando un “contributo fondamentale alla formazione del primo centrodestra”.
Casini: il ricordo del “lottatore”
Pier Ferdinando Casini è stato tra i primi a ricordare Umberto Bossi, scegliendo parole che restituiscono il peso umano e politico della sua figura. Lo ha definito “un indomito lottatore”, sottolineando come dietro a un carattere spesso ruvido e divisivo ci fosse una dimensione più profonda, fatta anche di relazioni personali e rispetto reciproco. Casini ha insistito sul fatto che Bossi sia stato un uomo “rude e scomodo”, ma allo stesso tempo “profondamente buono”, capace di lasciare un segno duraturo nella storia politica italiana. Il suo messaggio mette in evidenza un elemento che ritorna in molte testimonianze: la capacità di Bossi di essere riconosciuto anche dagli avversari, non solo dai suoi sostenitori, come una figura autentica e centrale nel dibattito pubblico.

Tajani: protagonista del cambiamento
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha voluto ricordare Umberto Bossi come uno dei protagonisti del cambiamento politico in Italia, sottolineando il suo ruolo nella trasformazione del sistema dei partiti e nel consolidamento della Lega come forza nazionale. Tajani ha parlato di un leader storico, capace di incidere profondamente negli equilibri politici e di costruire un rapporto politico e personale significativo con Silvio Berlusconi, elemento chiave delle alleanze del centrodestra negli anni decisivi della Seconda Repubblica. Nel suo messaggio emerge anche il lato umano, con un pensiero rivolto alla famiglia e una sottolineatura della sua intelligenza politica, che ha contribuito a rendere Bossi una figura imprescindibile per comprendere l’evoluzione della politica italiana contemporanea.
Bersani: l’avversario più dignitoso
Nel ricordo di Pier Luigi Bersani emerge una dimensione diversa, quella del confronto politico diretto ma rispettoso. Bersani ha definito Umberto Bossi “l’avversario più dignitoso” avuto nella sua carriera, aggiungendo un elemento personale forte, legato al tempo e alla relazione costruita negli anni. Il suo messaggio restituisce l’immagine di un confronto duro ma mai privo di riconoscimento reciproco, in cui la distanza politica non cancellava la stima personale. È un passaggio significativo, perché racconta come Bossi sia stato non solo un leader di parte, ma anche un interlocutore stabile nel sistema politico italiano, capace di costruire relazioni che andavano oltre lo scontro pubblico e che oggi vengono ricordate anche da chi si trovava dall’altra parte.

Zaia: un saluto essenziale
Il presidente del Veneto Luca Zaia ha scelto un messaggio breve ma carico di significato per salutare Umberto Bossi, pubblicando una foto insieme e accompagnandola con un semplice “Ciao Umberto”. Una scelta comunicativa essenziale, che riflette il rapporto diretto e politico costruito negli anni all’interno della Lega, ma anche il peso simbolico della figura del senatur per le generazioni successive del partito. Quel saluto sintetico racchiude una continuità politica evidente, ma anche un passaggio di testimone, tra chi ha fondato il movimento e chi oggi ne rappresenta una delle espressioni più consolidate a livello territoriale.
Crosetto: il racconto personale
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha condiviso uno dei ricordi più articolati, raccontando un episodio concreto vissuto accanto a Umberto Bossi durante un momento di tensione politica. Nel suo racconto emerge la figura di un leader pragmatico, capace di entrare nel merito dei problemi e di prendere decisioni rapide basate sul buonsenso. Crosetto ha descritto Bossi come una persona mai superficiale, dotata di realismo e attenzione concreta alle conseguenze delle scelte politiche, ricordando anche il lato umano e diretto nei rapporti personali. Il suo messaggio restituisce l’immagine di un uomo che, al di là della retorica e delle contrapposizioni, sapeva essere incisivo nei momenti decisivi e lasciare un segno anche nei rapporti personali con chi ha condiviso con lui l’esperienza politica.


