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Multe ai petrolieri e taglio delle accise: Giorgia Meloni prova a frenare i prezzi dei carburanti

Pubblicato: 19/03/2026 06:57

ROMA. Nel pieno della nuova fiammata dei carburanti, il governo interviene con un decreto che combina due leve: da un lato il taglio delle accise, dall’altro una stretta sui petrolieri con controlli rafforzati e sanzioni. Il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto da circa 500 milioni di euro che punta a contenere l’impatto sui consumatori, ma anche a vigilare sulla formazione dei prezzi lungo tutta la filiera. Al centro del provvedimento non solo gli sconti alla pompa, ma anche un sistema più rigido di monitoraggio affidato alla Guardia di finanza e al Garante per la sorveglianza dei prezzi, il cosiddetto Mr Prezzi, con nuovi poteri operativi.

Il cuore del decreto è la riduzione temporanea delle accise su benzina e diesel, accompagnata però da un rafforzamento dei controlli per evitare distorsioni. L’obiettivo dichiarato è duplice: alleggerire il costo per cittadini e imprese e impedire che eventuali speculazioni annullino gli effetti del taglio fiscale. In questo quadro si inserisce anche la previsione di multe ai petrolieri, considerate uno degli strumenti chiave per garantire trasparenza e correttezza nel mercato.

Taglio delle accise e aiuti a trasporti e pesca

La misura principale riguarda uno sconto di 25 centesimi al litro su benzina e diesel, valido per venti giorni fino al 7 aprile, mentre per il gpl la riduzione sarà di 12 centesimi. Il taglio incide direttamente sulle accise e, indirettamente, sull’Iva che si calcola sul prezzo finale, generando così un effetto immediato alla pompa. Si tratta di un intervento orizzontale, destinato a tutti i consumatori, che assorbe la parte più consistente delle risorse stanziate.

Accanto allo sconto generalizzato, il decreto prevede misure mirate per alcune categorie particolarmente esposte al caro energia. Gli autotrasportatori potranno beneficiare di un credito d’imposta per l’acquisto del gasolio, mentre per i pescatori lo sconto sarà pari al 20% per tre mesi, da marzo a maggio. Un intervento che ricalca quanto già sperimentato durante la crisi energetica seguita alla guerra in Ucraina e che punta a sostenere settori strategici per la logistica e l’approvvigionamento alimentare.

Controlli rafforzati e sanzioni ai petrolieri

La novità più rilevante riguarda il rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera dei carburanti. Per due mesi il sistema di monitoraggio confronterà l’andamento dei prezzi con quello delle materie prime, per individuare eventuali anomalie o pratiche speculative. In questo processo un ruolo centrale sarà svolto dalla Guardia di finanza, i cui accertamenti potranno essere trasmessi alla magistratura e all’Antitrust per eventuali procedimenti sanzionatori.

Per le società petrolifere scatta inoltre l’obbligo di comunicare quotidianamente i prezzi consigliati e di renderli pubblici. In caso di violazione sono previste multe pari allo 0,1% del fatturato giornaliero. Una stretta che durerà tre mesi e che rappresenta il segnale politico più forte del decreto. Sullo sfondo resta anche l’ipotesi di un intervento sugli extra-profitti, evocata dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini come possibile misura estrema qualora le compagnie non collaborassero.

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Ultimo Aggiornamento: 19/03/2026 07:48

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