
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio interviene nel dibattito sul referendum sulla riforma della giustizia, difendendo l’impianto del provvedimento e criticando apertamente le posizioni del fronte del No.
Secondo Nordio, chi si oppone alla riforma lo farebbe principalmente per ragioni politiche. «Sono sostanzialmente d’accordo su questa riforma, ma temono che possa indebolire o eliminare il governo», ha dichiarato in un’intervista a Libero.
Il ministro ha poi espresso preoccupazione per il coinvolgimento della magistratura nel confronto pubblico: «Quando la magistratura si inserisce in un dialogo politico perde l’immagine della sua terzietà».
Il costo della giustizia: “Perdiamo il 2% del Pil”
Nordio ha sottolineato anche l’impatto economico delle criticità del sistema giudiziario italiano. «Queste inefficienze ci costano il 2% del Pil», ha affermato.
Un dato che, secondo il ministro, pesa anche sulla capacità del Paese di attrarre investimenti. «Molti interlocutori internazionali mostrano riluttanza a investire in Italia per l’incertezza del sistema giudiziario, che spesso non riescono nemmeno a comprendere».
L’appello agli elettori: “Votare Sì per allinearsi all’Europa”
Nordio ha quindi lanciato un appello diretto agli elettori, in particolare a quelli di area progressista, invitandoli a sostenere la riforma.
«È una riforma che elimina gli ultimi residui del fascismo nell’ordinamento giudiziario», ha sostenuto, facendo riferimento all’attuale sistema di unità delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.
Il ministro ha ribadito che in Europa le carriere sono separate e che il pubblico ministero si trova su un piano paritario rispetto all’avvocato. «Solo in Italia giudici e pm si votano tra loro: questa non è civiltà giuridica», ha concluso, avvertendo che senza un cambiamento il Paese rischia un ulteriore isolamento nel contesto europeo.


