
La terra è tornata a tremare in Friuli Venezia Giulia con quella che, per intensità percepita, rappresenta la scossa più forte degli ultimi anni nell’area. Il terremoto, di magnitudo 3.9, è stato registrato alle 11.29 di giovedì 19 marzo nel territorio di Moggio Udinese, in provincia di Udine, ed è stato avvertito distintamente in un’ampia zona. Non si segnalano danni a persone o cose, ma la popolazione ha percepito chiaramente il sisma, riportando alla memoria eventi passati.
L’epicentro è stato localizzato a circa 2 chilometri a nord-ovest di Moggio, nella zona della Val d’Aupa, a una profondità di 16 chilometri secondo i dati dell’Ogs-Crs. La scossa è stata avvertita in modo particolare nel Canal del Ferro e nel Gemonese, ma anche a Tolmezzo e in diverse aree della Carnia, oltre che nel resto della provincia di Udine. Un evento che spicca soprattutto perché arriva dopo un lungo periodo senza scosse di simile intensità percepite dalla popolazione.
Un ritorno della sismicità percepita dopo anni
A rendere rilevante il terremoto non è solo la magnitudo, ma il fatto che nella zona non si registravano eventi così avvertiti da oltre un decennio. L’episodio segna infatti un ritorno della sismicità percepita, dopo anni caratterizzati da scosse molto deboli, spesso rilevate solo dagli strumenti. In questo contesto, il sisma di Moggio si distingue come il più significativo degli ultimi tempi per la popolazione locale.
Secondo la sismologa dell’Ogs Carla Barnaba, l’area è storicamente attiva, ma l’evento rientra comunque nella norma. «Si tratta di una zona nota per la sismicità sia strumentale sia storica, con precedenti anche rilevanti», ha spiegato, ricordando episodi come il terremoto del 2015 di magnitudo 4.1 e quello del 2002 di magnitudo 4.9. Tuttavia, la particolarità della scossa di oggi sta proprio nel fatto che arriva dopo una lunga fase di relativa quiete.
Nessuna replica e numerose segnalazioni
Un altro elemento che caratterizza l’evento è l’assenza, almeno finora, di repliche sismiche, circostanza non insolita per questa area. Dall’inizio del 2026, nel raggio di 10 chilometri dall’epicentro, non erano state registrate scosse nemmeno di magnitudo minima, segno di una fase di quiete che rende ancora più evidente la portata dell’evento di oggi.
Subito dopo il terremoto, il numero unico di emergenza 112 e la Protezione civile regionale hanno ricevuto numerose richieste di informazioni. I volontari hanno raccolto 75 segnalazioni di risentimento sismico provenienti da 53 comuni della provincia di Udine, con riscontri in località come Gemona, Venzone, Tarcento e Resia. Un quadro che conferma come la scossa, pur senza conseguenze, sia stata tra le più avvertite degli ultimi anni nel territorio friulano.


