Vai al contenuto

Papa contro il veleno della divisione: “Serve un popolo della pace per fermare l’odio”

Pubblicato: 21/03/2026 18:29

C’è un passaggio, nelle parole del Papa, che fotografa più di ogni altro il tempo che stiamo vivendo: un’epoca in cui il conflitto non è solo tra Stati o blocchi geopolitici, ma scivola dentro le relazioni, contamina il linguaggio pubblico e finisce per deformare persino i rapporti quotidiani. È lì che nasce quello che il Pontefice definisce senza mezzi termini il “veleno della divisione”, qualcosa che non resta confinato nella politica ma “inquina i cuori” e, di conseguenza, la società.

Durante l’udienza al Movimento dei Focolari, il Papa ha scelto parole nette, quasi allarmate, ma al tempo stesso cariche di una prospettiva precisa. Non si tratta solo di denunciare un clima, ma di indicare una direzione: contrastare questa deriva con la testimonianza evangelica dell’unità, del dialogo, del perdono e della pace. Non un generico invito alla concordia, ma un vero e proprio programma culturale e sociale.

Il ruolo dei Focolari nella stagione dell’odio

Il riferimento al Movimento dei Focolari non è casuale. Il Papa lo indica come esempio concreto di una realtà che, nel tempo, ha costruito un tessuto di relazioni fondato sull’unità, capace di attraversare confini religiosi, culturali e politici. Ed è proprio per questo che parla di un “grande popolo della pace” che Dio avrebbe preparato nei decenni.

Ma il passaggio più politico, nel senso più alto del termine, arriva quando questo popolo viene definito come un “contrappeso” e un “argine”. Non solo una comunità spirituale, dunque, ma una forza capace di incidere nel presente, di opporsi alla crescita dei seminatori di odio che alimentano la polarizzazione e riportano l’umanità verso forme di barbarie.

Un messaggio che parla al presente

Nel discorso del Papa non ci sono riferimenti espliciti a singoli conflitti o attori politici, ma il contesto è evidente. In un mondo segnato da guerre, tensioni internazionali e scontri sempre più radicali anche nel dibattito pubblico, il richiamo all’unità assume un valore che va oltre il piano religioso.

Il punto centrale è che la divisione non è neutra: produce conseguenze, crea fratture profonde e può diventare terreno fertile per la violenza. Per questo, il Papa insiste sulla necessità di costruire una cultura opposta, fondata su relazioni ricucite, capacità di ascolto e responsabilità condivisa.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure