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Vivere in montagna gratis per un mese: Eurac cerca volontari, ma non è una vacanza

Pubblicato: 22/03/2026 16:01

Dodici persone, quattro settimane sopra i duemila metri e un rifugio trasformato in laboratorio scientifico. Non è un’iniziativa turistica né un esperimento estremo, ma un progetto strutturato che punta a colmare un vuoto nella ricerca medica. L’idea è semplice solo in apparenza: osservare cosa accade al corpo umano quando vive per un periodo prolungato in altitudine moderata, una fascia poco studiata rispetto alle quote più elevate. È qui che si inserisce il nuovo progetto MAHE, promosso da Eurac Research, che torna dopo una prima fase sperimentale già avviata nel 2025.

Il contesto non è casuale. Nel mondo circa duecento milioni di persone vivono oltre i duemila metri, ma la scienza ha storicamente concentrato l’attenzione su condizioni estreme, lasciando scoperto proprio questo livello intermedio. L’obiettivo ora è raccogliere dati concreti, trasformando un’esperienza di vita quotidiana in un osservatorio medico continuo. Il tutto in una cornice reale: un rifugio alpino, con attività normali, lavoro da remoto e studio.

Il progetto MAHE e cosa succede a 2000 metri

Il programma si svolgerà tra estate e autunno 2026 al rifugio Nino Corsi, in Val Martello, nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio. Qui i partecipanti vivranno per un mese, mantenendo una routine il più possibile naturale, mentre verranno monitorati costantemente dai ricercatori. Non si tratta di isolamento o condizioni estreme: l’esperimento punta proprio a osservare come il corpo si adatta in un contesto sostenibile.

Durante le quattro settimane saranno analizzati diversi parametri: pressione sanguigna, attività del sistema nervoso, volume del sangue e dei globuli rossi, alimentazione, appetito e qualità del sonno. L’obiettivo è verificare ipotesi già emerse in studi preliminari, secondo cui vivere a queste altitudini potrebbe avere effetti positivi su ipertensione e metabolismo. Ma servono dati più solidi e sistematici per confermarlo.

Chi può partecipare e perché è così selettivo

I posti disponibili sono dodici e la selezione è rigorosa. Possono candidarsi uomini e donne tra i 18 e i 40 anni, in buona salute, con indice di massa corporea nella norma e residenti abitualmente vicino al livello del mare. Sono esclusi fumatori, persone con patologie croniche, carenze specifiche o allenamenti intensivi frequenti. Anche alcune abitudini alimentari particolari, come il veganismo o intolleranze rilevanti, rappresentano un criterio di esclusione.

La ragione è scientifica: il campione deve essere il più possibile omogeneo per evitare interferenze nei dati metabolici. Prima del trasferimento in quota, ogni partecipante verrà sottoposto a una fase iniziale di valutazione a Silandro, a 720 metri, per stabilire i parametri di base. Solo dopo inizierà la permanenza in rifugio.

Il progetto prevede anche un rimborso di 400 euro lordi, ma il vero valore è nella partecipazione a uno studio che potrebbe contribuire a ridefinire il rapporto tra salute e altitudine. Non a caso, le candidature sono già arrivate in massa: oltre 160 richieste per pochi posti, con numeri destinati a crescere nelle prossime settimane.

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