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Conte apre alle primarie: “Disponibile, ma devono essere davvero aperte”. Poi il duro attacco a Meloni

Pubblicato: 24/03/2026 12:21

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte si dice pronto a mettersi in gioco nel percorso delle primarie del centrosinistra, ma pone condizioni chiare. “Io sono disponibile, ma non ho ancora interrogato né gli organi del Movimento né la mia base”, ha spiegato, sottolineando che il M5s dovrà avere un ruolo da protagonista e che non accetterà formule chiuse: “Non parteciperemmo mai a primarie d’apparato, devono essere aperte e dare uno sbocco alla voglia di partecipazione dei cittadini”.

Una disponibilità che si inserisce in un dibattito già acceso dentro il campo progressista, ma che Conte prova a tenere ancorato ai contenuti. A spostare l’attenzione sulle priorità sociali è anche Nicola Fratoianni, che invita a non farsi assorbire solo dal tema della leadership: “L’onda che ha travolto la riforma Nordio non chiede chi guiderà il centrosinistra, ma se siamo pronti a depositare una nuova legge sul salario minimo”. Da qui la proposta di ripartire subito con un testo che fissi la soglia a 11 euro.

Il fattore tempo: il centrosinistra deve accelerare

Sul piano politico, il tema delle primarie si intreccia con una variabile decisiva: il tempo. La vittoria del No offre al centrosinistra un’occasione di rilancio, ma il margine per trasformarla in progetto politico potrebbe essere più stretto del previsto. Se Giorgia Meloni decidesse di forzare la mano e anticipare il voto alla primavera del 2027, magari in concomitanza con le elezioni comunali nelle grandi città, il campo progressista si troverebbe costretto ad accelerare drasticamente.

In questo scenario, le primarie non sarebbero più un’opzione da discutere con calma, ma una scelta da definire rapidamente per evitare di arrivare impreparati all’appuntamento elettorale. Il rischio, altrimenti, è quello di replicare uno schema già visto: una vittoria politica incapace di tradursi in una strategia di governo. Per questo, tra apertura al confronto e competizione interna, il centrosinistra è chiamato a sciogliere in tempi brevi il nodo della leadership e, soprattutto, quello del programma.

Il duro attacco a Giorgia Meloni dopo il referendum: “E’ ricattata?”

Intervenendo a SkyTg24 questa mattina Giuseppe Conte ha poi ripetuto quanto affermato ieri sera in piazza, a caldo, dopo l’esito del referendum. “Delmastro fa affari con i mafiosi. Meloni o lo caccia o è ricattata, l’etica per me non è negoziabile”, ha detto il leader M5S senza mezzi termini. “Abbiamo già presentato una mozione per chiedere la revoca del sottosegretario”, dice l’ex premier, che accusa la destra di spregiudicatezza.

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Ultimo Aggiornamento: 24/03/2026 12:34

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