
Scosse interne e tensioni crescenti agitano Forza Italia, alle prese con una fase delicata segnata da equilibri da ridefinire e leadership sotto pressione. Il partito azzurro si trova a fare i conti con una spinta al cambiamento che rischia di trasformarsi in uno scontro aperto ai vertici.
Nel cuore delle trattative, si muovono correnti e strategie che puntano a evitare una resa dei conti pubblica, ma che al tempo stesso mostrano crepe sempre più evidenti all’interno del gruppo dirigente.
La spinta al rinnovamento arrivata da Marina Berlusconi dopo la sconfitta nel referendum sulla giustizia ha innescato un vero e proprio terremoto interno a Forza Italia. A gestire una situazione sempre più complessa è il segretario e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Raccolta firme contro Gasparri
Al centro della tensione c’è la posizione del capogruppo al Senato Maurizio Gasparri. Secondo indiscrezioni parlamentari, sarebbe sul tavolo una possibile raccolta firme per chiederne la sostituzione.
L’iniziativa, attribuita al senatore Claudio Lotito, vedrebbe il sostegno di esponenti di peso del partito, tra cui i ministri Maria Elisabetta Alberti Casellati e Paolo Zangrillo.
Non è ancora chiaro se la raccolta sia già partita formalmente o se si tratti di una trattativa riservata per arrivare a un cambio senza passare da uno scontro interno esplicito.
L’ipotesi Stefania Craxi
Tra i nomi che circolano per un possibile avvicendamento emerge quello di Stefania Craxi, considerata una figura in grado di garantire equilibrio e rilancio politico.
L’operazione, secondo le ricostruzioni più accreditate, non sarebbe osteggiata dalla famiglia Berlusconi, segnale di un possibile via libera a una fase nuova nella gestione del partito.
Equilibri in movimento
Nelle stesse ore era emersa anche l’ipotesi di un cambio alla guida del gruppo alla Camera, attualmente affidato a Paolo Barelli, ma questa opzione risulta per ora congelata.
Il quadro resta fluido e segnato da una parola chiave: riassetto. Forza Italia si trova davanti a un passaggio cruciale, tra spinte interne e necessità di ridefinire la propria identità politica dopo il colpo subito alle urne.


