
Un caso di influenza aviaria H9N2 è stato identificato in Lombardia, segnando il primo episodio umano rilevato in Europa per questo specifico virus. A comunicarlo è il ministero della Salute, che ha precisato come l’infezione riguardi una persona fragile, affetta da patologie concomitanti e proveniente da un Paese extraeuropeo, dove avrebbe contratto il virus prima dell’arrivo in Italia. Il paziente è attualmente ricoverato, mentre le autorità sanitarie assicurano che la situazione è sotto controllo e costantemente monitorata.
Si tratta di un virus influenzale di origine animale, classificato come aviaria a bassa patogenicità, che colpisce prevalentemente il pollame. L’identificazione del caso ha immediatamente attivato le procedure di sorveglianza previste a livello nazionale ed europeo, con un coordinamento tra istituzioni sanitarie e organismi di ricerca.
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Attivate le misure di prevenzione e sorveglianza
Il ministero della Salute ha sottolineato che tutte le verifiche necessarie sono state effettuate con tempestività. I contatti del paziente sono stati individuati e monitorati nell’ambito delle consuete attività di prevenzione. Parallelamente, è stato attivato un sistema di coordinamento con la Regione Lombardia, l’Istituto Superiore di Sanità e il gruppo di esperti dei laboratori di riferimento nazionale.
Le autorità hanno inoltre garantito il costante aggiornamento degli organismi internazionali competenti, confermando che, allo stato attuale, «non si rilevano criticità». Il monitoraggio resta continuo, con l’obiettivo di prevenire eventuali evoluzioni della situazione sanitaria.

Come avviene il contagio da virus H9N2
Secondo le informazioni scientifiche disponibili, il contagio da virus H9N2 avviene attraverso l’esposizione diretta al pollame infetto o al contatto con ambienti e materiali contaminati. Si tratta quindi di una trasmissione tipicamente legata al mondo animale, senza evidenze di diffusione interumana.
Il ministero ha ribadito che i casi umani registrati a livello globale sono generalmente caratterizzati da una malattia lieve e che, ad oggi, non è mai stata documentata una trasmissione da persona a persona. Questo elemento rappresenta un fattore rassicurante nella gestione del rischio sanitario.
Monitoraggio costante e assenza di criticità
Le autorità sanitarie italiane sottolineano come il caso sia stato gestito nel rispetto delle procedure previste e senza ritardi. La collaborazione tra istituzioni, enti di ricerca e organismi internazionali ha consentito di attivare rapidamente tutte le misure necessarie per contenere il rischio.
L’identificazione del primo caso europeo di influenza aviaria H9N2 rappresenta un evento rilevante sul piano epidemiologico, ma al momento non desta allarme. Il sistema sanitario continua a monitorare attentamente la situazione, mantenendo alta l’attenzione sulla prevenzione e sulla sorveglianza.

Attenzione alta ma nessun allarme
La scoperta del caso in Lombardia riporta al centro dell’attenzione il tema delle infezioni zoonotiche, cioè trasmesse dagli animali all’uomo. Tuttavia, le informazioni disponibili indicano che il rischio per la popolazione resta contenuto, grazie alla natura del virus e all’assenza di trasmissione interumana.
Le istituzioni invitano a mantenere un approccio basato su prudenza e informazione corretta, evitando allarmismi. Il caso rappresenta un esempio dell’efficacia dei sistemi di sorveglianza sanitaria, in grado di individuare e gestire tempestivamente anche eventi rari come questo.


