
È morto a 94 anni James Tolkan, caratterista tra i più riconoscibili del cinema americano, noto al grande pubblico per aver interpretato il severo preside Gerald Strickland nella trilogia di Ritorno al Futuro. L’attore si è spento a Saranac Lake, nello stato di New York.
Una carriera tra cinema e tv
Nato nel 1931 a Calumet, nel Michigan, Tolkan iniziò a recitare dopo aver prestato servizio nella Marina degli Stati Uniti durante la guerra di Corea. Il suo volto duro e autoritario lo rese perfetto per ruoli di figure istituzionali e militari.
Nel corso della sua carriera ha preso parte a film diventati cult come Serpico, Top Gun e WarGames, lavorando accanto a grandi nomi del cinema internazionale. Parallelamente è stato presenza costante anche in televisione, con apparizioni in serie iconiche come Willy, il principe di Bel-Air e Miami Vice.
Il ruolo che lo ha reso immortale
Il personaggio che lo ha consegnato alla storia del cinema resta però quello del preside Strickland, incubo degli studenti della Hill Valley High School e celebre per il suo epiteto “fannulloni”. Nella saga diretta da Robert Zemeckis, Tolkan ha interpretato anche l’antenato del personaggio, lo sceriffo Marshal James Strickland, nel terzo capitolo.
Indimenticabile la sua battuta rivolta a Marty McFly: «I McFly non hanno mai contato niente nella storia di Hill Valley», diventata una delle frasi simbolo della trilogia.
La scena tagliata e la scelta degli autori
Tra le curiosità legate alla sua interpretazione, spicca una scena eliminata da Ritorno al Futuro – Parte III: lo sceriffo Strickland veniva ucciso da Buford Tannen. Una sequenza poi rimossa perché ritenuta troppo cupa e in grado di alterare il tono del film.
Una scelta, spiegata dagli autori, per evitare che la storia assumesse una piega eccessivamente drammatica e per non modificare la percezione del pubblico nei confronti dei personaggi.
Con la scomparsa di Tolkan se ne va uno dei volti più iconici del cinema anni ’80, capace di trasformare anche i ruoli secondari in presenze memorabili.


