
Fratelli d’Italia resta il primo partito italiano e Giorgia Meloni continua a guidare il quadro politico, nonostante una fisiologica flessione nei consensi registrata dall’ultimo sondaggio di Termometro politico. Il dato più rilevante non è tanto il lieve arretramento, quanto la tenuta complessiva della leadership e della coalizione, che si confermano ancora davanti agli avversari. In un contesto segnato da tensioni politiche e da una recente sconfitta referendaria, il centrodestra mantiene infatti una posizione competitiva e solida, con numeri che restano sopra quelli del 2022.
Fratelli d’Italia si attesta al 29,2%, con un calo contenuto dello 0,4% rispetto alla precedente rilevazione. Una flessione minima, che non intacca la posizione dominante del partito, ancora nettamente primo nel Paese. Anzi, il dato resta più alto rispetto ad altri sondaggi recenti, segno che la base elettorale continua a essere ampia e consolidata, anche in una fase politicamente complessa.
Centrodestra competitivo e ancora avanti
A rafforzare il quadro complessivo del centrodestra contribuiscono anche i segnali positivi degli alleati. Forza Italia sale all’8,3% e la Lega al 7,3%, mostrando una dinamica di stabilizzazione dopo mesi difficili. Anche il dato di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, fermo al 3,6%, contribuisce a mantenere un’area politica ampia e articolata, capace di intercettare diverse sensibilità dell’elettorato.
Nel complesso, la coalizione raggiunge il 45,8%, restando davanti al centrosinistra che si ferma al 44,9%. Un margine ridotto, ma comunque significativo in un sistema politico frammentato, dove anche pochi decimali possono determinare equilibri decisivi. Il dato suggerisce che, nonostante le difficoltà, il centrodestra continua a essere competitivo e in grado di giocarsi la partita elettorale con un vantaggio reale.
Fiducia in Meloni: base solida nonostante le critiche
Sul piano della leadership, Giorgia Meloni registra un livello di fiducia pari al 38,7%, con una quota significativa di italiani che esprime un giudizio positivo tra “molta” e “abbastanza” fiducia. Un dato che, pur in calo rispetto al passato, resta elevato per una figura di governo sottoposta a forte esposizione mediatica e politica.
Il 52% dichiara di non avere fiducia, ma si tratta di un dato che riflette anche la polarizzazione del Paese e la fisiologica opposizione nei confronti di chi guida l’esecutivo. In questo senso, il consenso vicino al 40% rappresenta una base robusta, che conferma la centralità di Meloni nello scenario politico italiano e la sua capacità di mantenere un rapporto diretto con una larga parte dell’elettorato.
Dall’altra parte, il Partito democratico sale al 22,2% e il Movimento 5 stelle si mantiene al 12,2%, mentre Alleanza Verdi-Sinistra resta al 6,5%. Numeri che mostrano una crescita contenuta e una coalizione ancora in costruzione, lontana da una leadership definita e stabile. Anche per questo, nonostante il riavvicinamento nei consensi, il quadro complessivo continua a vedere il centrodestra come il blocco più strutturato e competitivo.


