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Giuseppe Conte si prende il Campo largo e lascia il gas di Putin

Pubblicato: 29/03/2026 18:28

L’intervento di Giuseppe Conte alla convention di Più Europa a Roma segna una svolta rilevante per gli equilibri del centrosinistra, puntando a una ricollocazione strategica del Movimento 5 Stelle sui temi della politica estera. Il leader pentastellato ha infatti dichiarato una netta contrarietà all’acquisto di gas russo fino alla firma di un trattato di pace, smentendo di fatto le posizioni più ambigue espresse in passato dal suo stesso partito. Questa mossa appare come un tentativo deliberato di rimuovere le etichette di inaffidabilità internazionale che spesso gli vengono attribuite dai potenziali alleati, cercando di accreditarsi come figura di sintesi per guidare il campo largo.

La metamorfosi diplomatica del Movimento

Il cambio di rotta sull’approvvigionamento energetico rappresenta una inversione a U rispetto alle risoluzioni parlamentari presentate in precedenza dai 5 Stelle. Se prima il dialogo con Mosca per le risorse fossili era rimasto uno spiraglio aperto, oggi Conte chiude la porta in modo categorico, distanziandosi anche dalle recenti dichiarazioni di Stefano Patuanelli sulla sospensione degli aiuti militari all’Ucraina. Questa nuova linea serve a compattare la coalizione su un terreno dove le divergenze erano diventate insostenibili, permettendo al Movimento di presentarsi con una veste più istituzionale e meno isolazionista agli occhi degli osservatori europei.

Il confronto diretto tra i leader

La partecipazione di Elly Schlein all’evento, decisa con un cambio di programma dell’ultimo minuto, evidenzia la competizione interna per la leadership. La segretaria del Pd ha voluto marcare il territorio, ribadendo che l’integrazione europea deve essere il perno di ogni proposta politica comune. Mentre Conte lavora per smussare gli angoli più radicali del suo programma, Schlein insiste sulla necessità di una difesa comune e di una politica estera condivisa. La dinamica tra i due leader mostra una rincorsa continua, dove la presenza fisica sul palco diventa un segnale politico fondamentale per non cedere la ribalta all’alleato nella corsa verso la premiership.

Le prospettive della difesa europea

Il dibattito si è spostato anche sulla struttura futura dell’Unione, con Conte che ha definito l’attuale Europa come un soggetto politico claudicante. Pur aprendo alla necessità di una difesa integrata, il leader del M5S ha criticato l’attuale corsa al riarmo, interpretandola come una frammentazione di risorse che favorisce principalmente gli interessi nazionali della Germania. La proposta di procedere attraverso cooperazioni rafforzate tra piccoli gruppi di paesi emerge come l’unica soluzione pratica per superare il vincolo dell’unanimità, un tema su cui sembra esserci una parziale convergenza con la visione federalista espressa dal Partito Democratico.

Gli scenari verso le elezioni

Le prossime scadenze elettorali vengono lette come un test decisivo per la stabilità della coalizione progressista. Esponenti come Roberto Gualtieri e Gaetano Manfredi hanno sottolineato come il voto italiano influenzerà direttamente il peso specifico del Paese all’interno del Consiglio Europeo. La strategia di Conte, definita da alcuni osservatori come una vittoria in velocità, punta a occupare preventivamente tutti gli spazi di manovra politica disponibili. Resta da vedere se questa trasformazione programmatica riuscirà a convincere definitivamente le componenti più centriste e liberali della coalizione, ancora scettiche sulla reale tenuta delle nuove posizioni espresse dai vertici pentastellati.

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