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Santanchè resta con Meloni: dalla Versilia rilancia la fedeltà a FdI dopo le dimissioni

Pubblicato: 29/03/2026 15:01

Daniela Santanchè rompe il silenzio dopo le dimissioni e lo fa con poche parole, misurate ma politicamente nette, pronunciate lontano da Roma, nella sua residenza in Versilia. Marina di Pietrasanta. L’ex ministra del Turismo esce dalla villa immersa nella pineta della Versiliana, la cosiddetta “casina rosa”, e davanti ai cronisti lascia un messaggio che vale più di qualsiasi dichiarazione articolata: resta in Fratelli d’Italia, resta con Giorgia Meloni. È il primo segnale pubblico dopo giorni segnati da tensioni interne, indiscrezioni e ipotesi di strappi. Il volto è serio, l’atteggiamento controllato, il contesto quasi sospeso tra la dimensione privata e quella politica. Ma il contenuto è chiarissimo e si colloca dentro un momento delicato per la maggioranza, all’indomani della sconfitta referendaria e delle conseguenti scosse nel governo.

La scena è semplice ma carica di significato: una passeggiata con la cagnolina Kelly, un completo sportivo, occhiali scuri e poche battute. Alla domanda sulla possibilità di lasciare il partito, Santanchè risponde senza esitazioni: non lascia FdI. E aggiunge un passaggio ancora più politico: è “sempre con Meloni”. Nessun commento sulle dimissioni, nessuna polemica esplicita, ma una linea che appare studiata per spegnere le voci di frattura e ribadire una collocazione precisa dentro il perimetro della maggioranza.

La linea della fedeltà dopo le tensioni

Il messaggio dell’ex ministra arriva dopo giorni in cui il suo nome era stato accostato a scenari alternativi, tra cui l’ipotesi di un avvicinamento all’area più radicale della destra. Le voci su un possibile dialogo con ambienti legati a Roberto Vannacci avevano alimentato il sospetto di una possibile rottura. La risposta dalla Versilia sembra costruita proprio per chiudere quel capitolo, almeno sul piano pubblico. Santanchè sceglie la strada della fedeltà, anche dopo un passaggio difficile come quello delle dimissioni, che non ha nascosto di aver vissuto con amarezza.

Il riferimento alla premier non è casuale. In una fase in cui dentro Fratelli d’Italia si discute di responsabilità e rilancio, il richiamo diretto a Meloni assume il valore di una dichiarazione politica interna. Un modo per ribadire appartenenza e allo stesso tempo mantenere un ruolo nel dibattito che attraversa il partito. Non a caso, nelle stesse ore, alcuni esponenti della maggioranza avevano sottolineato la necessità di una “scossa” dopo il risultato referendario, indicando la fine di una fase e l’inizio di una possibile riorganizzazione.

Tra politica e affari: il progetto in Versilia

Accanto alla dimensione politica, resta quella personale e imprenditoriale che continua a muoversi parallelamente. Il compagno Dimitri Kunz, uscito poco prima della Santanchè dalla villa, parla di una fase di forte attivismo sul fronte degli investimenti nel turismo. È in corso una trattativa per l’acquisizione di due stabilimenti balneari in Versilia, con l’idea di creare una nuova realtà sul modello dei locali di fascia alta, una sorta di evoluzione del concetto di stabilimento di lusso.

Il progetto, però, è ancora in fase negoziale e non definito. Lo confermano anche le controparti coinvolte, che invitano alla cautela. Un segnale di come, mentre sul piano politico Santanchè scelga la stabilità e la continuità, sul piano economico resti in una fase di movimento e sperimentazione. Un doppio binario che racconta molto della fase attuale: uscita dal governo, ma non dalla scena. Né politica né imprenditoriale.

Un equilibrio fragile ma ancora aperto

La giornata in Versilia restituisce l’immagine di una figura che prova a tenere insieme più livelli: la fedeltà al partito, la gestione delle conseguenze politiche delle dimissioni, la continuità delle attività personali. Il tutto senza entrare nel dettaglio delle tensioni che hanno portato alla sua uscita dal governo, ma lasciando intendere che il rapporto con la leadership resta intatto, almeno formalmente.

Il silenzio sulle dinamiche interne è forse la parte più significativa. Nessuna ricostruzione, nessuna rivendicazione, solo una frase chiave ripetuta con chiarezza: non lascia Fratelli d’Italia. In un momento in cui la politica vive di segnali più che di dichiarazioni articolate, quella frase basta a definire una posizione. Il resto, almeno per ora, resta sullo sfondo. E probabilmente tornerà al centro quando il confronto dentro la maggioranza entrerà in una fase più esplicita.

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