
Nuova fiammata dei prezzi dei carburanti in Italia, spinta dall’impennata del petrolio sui mercati internazionali. La tensione legata al conflitto con l’Iran sta alimentando una nuova ondata di rincari, con benzina e diesel in aumento su tutto il territorio nazionale.
Il prezzo del Brent del Mare del Nord si avvicina ai 120 dollari al barile, dopo aver toccato nelle ultime ore quota 117 dollari, con un incremento fino al 4%. Nelle prime contrattazioni della giornata si è stabilizzato attorno ai 115,55 dollari, in crescita del 2,7% rispetto alla chiusura precedente.
Dall’inizio della guerra con l’Iran, il Brent ha registrato un aumento vicino al 60%, mentre il greggio americano Wti ha superato i 100 dollari al barile, segnando un rialzo superiore al 50%. Un’impennata che si riflette direttamente sui costi energetici globali e, di conseguenza, sui prezzi alla pompa.
Prezzi benzina e diesel oggi
Secondo i dati elaborati da Staffetta Quotidiana sui rilevamenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, i prezzi medi risultano in crescita. La benzina self service si attesta a 1,747 euro al litro, mentre il diesel self raggiunge i 2,055 euro al litro. In modalità servita, la benzina arriva a 1,883 euro al litro e il diesel a 2,187 euro.
Sulla rete autostradale i prezzi sono ancora più elevati, con la benzina self a 1,812 euro al litro e il diesel self a 2,117 euro, mentre in modalità servita si superano rispettivamente i 2,065 e i 2,369 euro al litro. In aumento anche metano e Gnl, segno di una pressione diffusa su tutto il comparto energetico.
Diesel oltre i 2 euro: le regioni più care
Il gasolio ha raggiunto una media nazionale di 2,059 euro al litro, mentre la benzina si posiziona attorno a 1,750 euro al litro. Le differenze territoriali restano significative: il diesel tocca i valori più alti a Bolzano con 2,094 euro al litro, seguito da Trento e Valle d’Aosta. Per la benzina, i picchi si registrano in Basilicata, Bolzano e Sicilia, con prezzi medi superiori alla media nazionale.
Il nodo accise: rischio nuovi aumenti ad aprile
A pesare ulteriormente sul quadro è la scadenza del taglio delle accise, prevista per il 7 aprile. Secondo il Codacons, in assenza di un intervento del governo i prezzi potrebbero salire rapidamente, con il diesel destinato a superare i 2,3 euro al litro e la benzina a sfiorare i 2 euro.
Uno scenario che rischia di incidere in modo significativo sulle famiglie e sulle imprese, già alle prese con un contesto economico reso più fragile dall’instabilità internazionale.


