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Delmastro, la Bisteccheria d’Italia dei Caroccia “riciclava soldi del clan Senese”

Pubblicato: 30/03/2026 17:09

Il caso Delmastro si arricchisce di nuovi sviluppi giudiziari: secondo la Procura di Roma, nella società legata all’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ci sarebbero stati capitali mafiosi. Un’ipotesi investigativa che segna un punto di svolta nell’inchiesta.

Al centro degli accertamenti c’è la posizione di Miriam Caroccia, indicata come socia “a sua insaputa”. La giovane ha ricevuto un avviso a comparire, mentre gli inquirenti cercano di chiarire il suo reale coinvolgimento nella gestione societaria.

Secondo i magistrati, la Bisteccheria d’Italia, attività riconducibile in passato a Delmastro, avrebbe avuto un ruolo nel favorire un’associazione di stampo mafioso legata alla famiglia Senese. Le accuse riguardano il possibile utilizzo dell’impresa per operazioni economiche illecite.

In particolare, l’ipotesi della Procura è che la società abbia consentito al clan di rafforzare la propria presenza sul territorio, reinvestire proventi illeciti e sottrarre risorse a eventuali sequestri patrimoniali.

Le accuse, allo stato attuale, sono rivolte allo storico prestanome del clan, Mauro Caroccia, e alla figlia Miriam. Quest’ultima risulta tra i soci fondatori insieme a diversi esponenti politici e imprenditoriali.

Un elemento chiave dell’inchiesta riguarda il perimetro temporale del reato: secondo i pm, tutto partirebbe dal 17 dicembre 2024, giorno di costituzione della società Le 5 Forchette, creata per gestire il ristorante a Biella.

Tra i soci fondatori figurano, oltre a Andrea Delmastro, anche il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà, l’assessore Cristiano Francheschini, la politica Elena Chiorino e l’imprenditrice Donatella Pelle. Una compagine societaria ampia su cui ora si concentrano le verifiche.

Per gli inquirenti, parte delle quote societarie sarebbe stata attribuita in modo fittizio, con capitali considerati “sporchi”. Un’accusa che punta a dimostrare il tentativo di riciclaggio e infiltrazione economica da parte della criminalità organizzata.

La difesa di Miriam Caroccia respinge ogni addebito: la giovane sostiene di non essere mai stata consapevole del proprio ruolo e di non aver investito denaro nella società. Sarà ascoltata nei prossimi giorni dai magistrati.

Intanto, la vicenda approda anche sul piano istituzionale: la Commissione Antimafia avvierà un ciclo di audizioni sul caso, coinvolgendo lo stesso Delmastro, le forze dell’ordine e la Procura di Roma, con l’obiettivo di fare piena luce su una vicenda che intreccia politica, economia e criminalità.

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