Vai al contenuto

Crans-Montana, testimone chiave ritirata tutto: “Ero confuso”

Pubblicato: 30/03/2026 20:26

La vicenda giudiziaria legata alla terribile strage di Capodanno avvenuta nel discobar Constellation di Crans-Montana si arricchisce di un capitolo inaspettato e controverso. Uno dei testimoni considerati fondamentali per ricostruire le responsabilità della proprietà, l’albergatore Jean-Daniel Clivaz, ha deciso di fare marcia indietro rispetto a quanto dichiarato con forza nelle prime settimane dopo il rogo. Questa ritrattazione getta una nuova ombra sulla dinamica dei fatti e sulle reali consapevolezze dei gestori riguardo alla sicurezza dei materiali utilizzati all’interno del locale, che si è trasformato in una trappola mortale per decine di persone. La notizia arriva come un colpo di scena in un momento in cui le famiglie delle quarantuno vittime, tra cui sei connazionali italiani, attendono risposte concrete su una tragedia che ha sconvolto l’opinione pubblica internazionale.

La ritrattazione del testimone

Il proprietario del rinomato albergo e ristorante situato nel cuore del Canton Vallese è stato recentemente ascoltato dagli inquirenti che stanno conducendo le indagini sul rogo. Durante l’interrogatorio formale, Jean-Daniel Clivaz ha smentito le sue precedenti affermazioni, dichiarando di essere stato in uno stato di profonda confusione e agitazione nel momento in cui aveva parlato con i giornalisti a gennaio. L’uomo ha spiegato alle autorità di aver sofferto di gravi problemi di insonnia e stress post-traumatico in seguito all’evento, fattori che avrebbero alterato la sua percezione e la precisione dei suoi ricordi. Di conseguenza, davanti ai magistrati, Clivaz non ha confermato di aver mai avvertito esplicitamente Jacques Moretti sulla pericolosità della schiuma fonoassorbente che ricopriva il soffitto del locale.

Le dichiarazioni precedenti alla stampa

Tutto il castello accusatorio sembrava poggiare su una conversazione che sarebbe avvenuta nel lontano 2015, durante i lavori di ristrutturazione del Constellation. All’epoca, secondo quanto riportato da numerosi media svizzeri, Clivaz avrebbe asserito con certezza di aver messo in guardia Moretti sull’uso di materiali acustici potenzialmente infiammabili. L’albergatore aveva raccontato di aver suggerito al gestore di prestare la massima attenzione ai materiali di rivestimento, ricevendo come risposta una rassicurazione totale sulle precauzioni adottate. Queste parole, se confermate in sede giudiziaria, avrebbero dimostrato la piena consapevolezza del rischio da parte della proprietà, trasformando l’incidente in una colpa ancora più grave e pesata.

L’impatto sulla ricostruzione tecnica

La questione dei materiali rimane il fulcro centrale dell’intera inchiesta. La schiuma fonoassorbente è finita sotto la lente d’ingrandimento dei periti perché ritenuta la causa principale della rapidissima propagazione delle fiamme e della produzione di fumi tossici che non hanno lasciato scampo a chi si trovava nel discobar. Senza la testimonianza di Clivaz, gli inquirenti dovranno ora fare affidamento quasi esclusivamente sulle prove documentali e sui rilievi tecnici effettuati all’interno della struttura subito dopo lo spegnimento dell’incendio. Le immagini del locale devastato mostrano chiaramente come i pannelli acustici abbiano agito da accelerante, trasformando il soffitto in una colata di fuoco che ha investito i presenti in pochi istanti.

Le conseguenze per le vittime

Il drammatico bilancio di quarantuno morti e oltre cento feriti pesa come un macigno sull’intero procedimento. La ritrattazione di un testimone di tale rilievo rischia di allungare i tempi della giustizia e di complicare la definizione delle colpevolezze individuali. Per i familiari delle vittime, la notizia rappresenta un ulteriore momento di dolore e incertezza. Il lavoro della magistratura svizzera prosegue nel massimo riserbo, ma è evidente che la ricerca della verità sulla strage di Crans-Montana si scontra oggi con la fragilità della memoria umana e con la pressione mediatica che avvolge i protagonisti di questa triste vicenda fin dalle prime ore dell’anno.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure