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La fronda di Forza Italia in pressing su Barelli alla Camera. Prende quota lo scambio con Mulè

Pubblicato: 31/03/2026 18:01

La parola d’ordine in Forza Italia è evitare strappi, ma il pressing interno per un cambio ai vertici del gruppo alla Camera cresce di giorno in giorno, mettendo alla prova la leadership di Antonio Tajani.

Nel mirino della minoranza c’è Paolo Barelli, attuale capogruppo a Montecitorio, su cui una parte sempre meno silenziosa del partito chiede un segnale di discontinuità dopo le recenti tensioni interne.

Il confronto richiama quanto avvenuto al Senato con Maurizio Gasparri, che ha lasciato il ruolo dopo il referendum sulla giustizia, aprendo la strada a un riassetto degli equilibri interni.

Secondo fonti interne, ci sarebbero già i numeri per una possibile raccolta firme contro Barelli, che potrebbe crescere ulteriormente in caso di un segnale da parte di Marina Berlusconi, figura ancora influente negli equilibri del partito.

Nonostante il malcontento, tra i cosiddetti frondisti prevale per ora la linea della prudenza: evitare forzature per non indebolire Tajani, soprattutto in una fase politica delicata anche sul piano internazionale.

Tra le ipotesi sul tavolo prende quota quella di un avvicendamento morbido con Giorgio Mulè, attuale vicepresidente della Camera, in un possibile scambio di ruoli che eviterebbe rotture traumatiche.

Non mancano però alternative: tra i nomi che circolano per il dopo Barelli ci sono anche Alessandro Cattaneo e Deborah Bergamini, a conferma di un dibattito interno sempre più aperto.

A complicare il quadro c’è anche il dossier delle nomine nelle partecipate pubbliche, gestito direttamente dai vertici del partito e ritenuto strategico negli equilibri di potere interni.

Intanto Antonio Tajani, impegnato all’estero tra Kiev e Serbia, lavora per disinnescare le tensioni, valutando anche uno stop ai congressi e rilanciando la necessità di un confronto sui contenuti più che sulle dinamiche interne.

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