
La fotografia più recente dei sondaggi politici in Italia, relativa al periodo compreso tra il 22 e il 28 marzo, evidenzia un quadro in movimento ma senza scossoni radicali. La media delle rilevazioni di sette istituti demoscopici – Eumetra, TP, Noto, Swg, BiDiMedia, Only Numbers e Lab2101 – mostra gli effetti del recente referendum, che iniziano a riflettersi sugli equilibri tra i partiti, pur con variazioni contenute rispetto alle attese.
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Fratelli d’Italia in calo, Lega in ripresa
Il dato più significativo riguarda Fratelli d’Italia, che registra un nuovo arretramento attestandosi al 28,7%. Si tratta del livello più basso dalle elezioni europee del 2024, segnale di una flessione graduale ma costante.
All’interno della maggioranza, si segnala invece il recupero della Lega, che sale al 7,3% dopo una fase difficile segnata anche da dinamiche interne. In controtendenza Forza Italia, che scende all’8,4%, uno dei risultati più bassi registrati negli ultimi due anni.
Stabile sopra la soglia del 3% Futuro Nazionale, che si posiziona al 3,2%, consolidando una presenza ormai costante nel panorama politico.

Opposizioni tra difficoltà e crescita del M5S
Sul fronte delle opposizioni, il Partito Democratico non capitalizza l’esito del referendum e arretra al 21,6%, segnando il dato più basso degli ultimi due mesi.
A beneficiare maggiormente della fase è invece il Movimento 5 Stelle, che cresce fino al 12,8%, raggiungendo il miglior risultato dall’inizio dell’anno.
L’Alleanza Verdi Sinistra si attesta al 6,3%, confermando una stabilità nel medio periodo che la mantiene su livelli costanti.
Il quadro dei partiti centristi
Nell’area centrista, si registra un leggero calo per Azione, che scende al 3,2%. Segnale opposto per Italia Viva, che risale al 2,4%, mentre +Europa resta ferma all’1,5%, senza variazioni significative.
Un quadro che evidenzia una frammentazione persistente nel centro politico, con margini di crescita ancora limitati.

Differenze tra istituti e tendenze
L’analisi dei singoli istituti mette in luce differenze anche sensibili nelle stime. Per Fratelli d’Italia si va da un massimo del 29,7% a un minimo del 26,7%, mentre il Movimento 5 Stelle oscilla tra il 14,2% e il 12,1%.
Anche per la Lega si registrano scostamenti rilevanti, con valori compresi tra l’8,1% e il 6,3%, a dimostrazione di una volatilità ancora presente nell’elettorato.
Nel complesso, i dati confermano come il panorama politico italiano resti fluido, con variazioni contenute ma significative nelle dinamiche tra maggioranza e opposizione.
Gli effetti del referendum sugli equilibri politici
L’impatto del referendum appare quindi reale ma meno incisivo rispetto alle previsioni iniziali. Se da un lato si osserva un lieve indebolimento dei principali partiti di governo, dall’altro non emerge una crescita decisa delle opposizioni, ad eccezione del Movimento 5 Stelle.
La situazione che emerge dai sondaggi politici è quella di un equilibrio ancora stabile, ma con segnali di cambiamento che potrebbero consolidarsi nelle prossime settimane. Un contesto in cui ogni variazione, anche minima, assume un valore strategico in vista delle prossime scadenze elettorali.


