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Donzelli: “Il rimpasto di governo? Ma quali drammi, solo scelte. Contro Meloni il maschilismo represso di una certa sinistra”

Pubblicato: 31/03/2026 09:26

All’indomani del risultato referendario, il dibattito politico si accende mentre la maggioranza prova a contenere gli effetti della sconfitta. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, l’onorevole Giovanni Donzelli interviene per chiarire la posizione del governo, respingendo le letture più allarmistiche e rivendicando la continuità dell’azione politica.
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Dopo il referendum nessun terremoto politico

Secondo Donzelli, il risultato del referendum non rappresenta uno spartiacque tale da destabilizzare l’esecutivo. «È la sinistra che spera nella drammatizzazione o in un cortocircuito. Non ci sarà», afferma, sottolineando come la maggioranza sia intenzionata a proseguire «lavorando serenamente per il bene degli italiani».

Parole che arrivano in un contesto segnato da dimissioni e tensioni interne, ma che il parlamentare ridimensiona parlando di decisioni prese per evitare distrazioni e polemiche. «Sono state fatte scelte per lavorare senza essere intralciati da polemiche inutili», aggiunge, ringraziando apertamente i membri del governo che hanno fatto un passo indietro per senso di responsabilità.

Linea di governo e obiettivi fino a fine legislatura

Nel corso dell’intervista al Corriere della Sera, Donzelli esclude l’ipotesi di un cambio di rotta: nessun “reset”, ma continuità con il programma elettorale. «Per capire quale sarà basta andare sul programma delle scorse elezioni», spiega, evidenziando come l’esecutivo abbia già portato a termine una parte significativa degli impegni.

«Abbiamo realizzato già il 70% del programma», rivendica, assicurando che il lavoro proseguirà fino al termine naturale della legislatura. Sul tema di un eventuale rimpasto, il deputato evita prese di posizione dirette, definendolo un ambito che non rientra nelle sue competenze.

Scontro con le opposizioni e legge elettorale

Non manca il confronto con le opposizioni, in particolare sul tema della legge elettorale. Donzelli ribadisce che non si tratta di una priorità per i cittadini, pur lasciando aperto il dialogo: «Ascolteremo qualsiasi proposta e accetteremo qualunque cambiamento».

Allo stesso tempo, pone un limite chiaro: «Il principio della governabilità è un patrimonio che non va disperso», escludendo soluzioni che possano riportare instabilità politica.

Decisa anche la posizione su eventuali alleanze: «Non governeremo mai con Pd e M5S», afferma, marcando la distanza dalla principale area di opposizione.

Sicurezza e gestione dell’ordine pubblico

Tra le priorità indicate emerge il tema della sicurezza, su cui il governo intende concentrare gli sforzi nei prossimi mesi. In particolare, il dibattito si accende attorno al fermo preventivo, criticato da alcune forze politiche.

Donzelli difende la misura: «Ha fatto sì che potessero svolgersi manifestazioni senza incidenti», sostenendo che garantisca libertà di espressione anche agli avversari politici. Allo stesso tempo respinge le accuse di derive autoritarie, giudicandole eccessive.

Politica estera e ruolo di Meloni

Nel colloquio con il Corriere della Sera, spazio anche alla politica internazionale e al ruolo del presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Donzelli respinge le critiche sulla presunta subordinazione agli Stati Uniti: «Il maschilismo represso di una certa sinistra vede sempre una donna sottomessa», afferma, difendendo l’autonomia della linea politica italiana.

Quanto alla presenza in Parlamento, sottolinea come la premier non si sia mai sottratta nei momenti cruciali, pur dovendo bilanciare gli impegni istituzionali con le esigenze della politica estera e della gestione interna.

Nessuna ipotesi di elezioni anticipate

Sul fronte politico interno, viene esclusa con decisione l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne. «Finiremo la legislatura», assicura Donzelli, accusando le opposizioni di temere il confronto elettorale.

Il parlamentare respinge anche l’idea di manovre tattiche o “giochi di palazzo”, ribadendo che l’obiettivo resta quello di governare fino alla scadenza naturale del mandato.

Il giorno della sconfitta e l’analisi del voto

Infine, Donzelli ripercorre il momento in cui sono emersi i risultati del referendum, raccontando di aver seguito lo scrutinio dalla sede politica in via della Scrofa. «Con le prime proiezioni ci siamo resi conto che l’opinione degli italiani era stata netta e chiara», spiega.

Pur ammettendo la sconfitta, invita a evitare letture univoche: «Ci possono essere mille analisi, ma quando il popolo si esprime ha sempre ragione». Una posizione che chiude, almeno per ora, il capitolo delle interpretazioni, lasciando spazio alla prosecuzione dell’azione di governo.

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