Vai al contenuto

Mamma e figlia morte avvelenate, la nuova scoperta proprio ora

Pubblicato: 01/04/2026 17:55

Quella che nei primi momenti era stata liquidata come una semplice intossicazione alimentare si sta trasformando in uno dei casi più inquietanti degli ultimi mesi. A Pietracatella, piccolo centro del Molise, la morte improvvisa di una madre e di sua figlia ha lasciato sgomenta un’intera comunità, che ora osserva con crescente apprensione l’evolversi delle indagini.

Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia Sara, appena 15enne, sono decedute a poche ore di distanza dopo aver accusato un malore improvviso. Inizialmente si era pensato a qualcosa di legato al cibo consumato durante le festività natalizie, ma con il passare dei giorni il quadro si è fatto sempre più oscuro, fino a ipotizzare uno scenario completamente diverso.

Cos’è la ricina, il veleno che ha ucciso mamma e figlia a Natale: “Senza pietà, ecco perché”

Mamma e figlia morte avvelenate, la scoperta sul marito e padre Gianni Di Vita

È infatti nella seconda fase degli accertamenti che emerge il dettaglio più sconvolgente: le due sarebbero state avvelenate con la ricina, una sostanza estremamente tossica, inodore e priva di antidoto. Un elemento che cambia radicalmente la prospettiva dell’intera vicenda e apre alla pista del duplice omicidio premeditato.

A rendere ancora più complesso il caso è la posizione del marito e padre delle vittime, Gianni Di Vita. Anche lui, nelle stesse ore, aveva accusato un malore ed era stato ricoverato allo Spallanzani di Roma, inizialmente in terapia intensiva e successivamente trasferito in reparto ordinario, dove è rimasto per circa dieci giorni. Tuttavia, nonostante esami approfonditi, nel suo organismo non è mai stata rilevata traccia della sostanza.

Questo dettaglio rappresenta oggi uno dei principali nodi investigativi. Gli inquirenti si interrogano: è possibile che l’uomo abbia ingerito una quantità minima di veleno, sufficiente a provocare un malore ma non a lasciare tracce evidenti? Oppure il suo ricovero è un episodio del tutto scollegato dall’avvelenamento di Antonella e Sara? A complicare ulteriormente il quadro c’è il fatto che lo Spallanzani sia specializzato in malattie infettive e non in tossicologia, e dunque la ricina potrebbe non essere stata cercata in modo mirato.

Nel frattempo, le indagini proseguono senza sosta. Gli investigatori stanno preparando una nuova perquisizione nell’abitazione della famiglia, con l’obiettivo di analizzare stoviglie, utensili e oggetti di uso quotidiano che potrebbero aver conservato tracce del veleno. Parallelamente, l’attenzione si concentra anche sui dispositivi elettronici, alla ricerca di eventuali ricerche online legate alla ricina o a modalità di approvvigionamento, anche attraverso canali meno accessibili come il dark web.

madre figlia morte ricina cosa è

Sotto la lente degli inquirenti c’è anche il contesto familiare. Sarà nuovamente ascoltata la figlia maggiore, Alice, che nei giorni della tragedia era stata portata allo Spallanzani ma senza manifestare sintomi. In paese, intanto, tornano a circolare voci su possibili tensioni familiari, già emerse nelle primissime fasi dopo la tragedia, e che ora potrebbero assumere un peso diverso nell’inchiesta.

Il tassello forse più importante arriverà però dagli esami autoptici. L’esito completo delle analisi sui corpi delle due vittime è atteso entro la fine di aprile e potrebbe chiarire con precisione tempi e modalità dell’avvelenamento, contribuendo a dare una svolta definitiva a un caso che, giorno dopo giorno, si fa sempre più fitto di interrogativi.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure