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Massimo Lovati: “Mi candido a sindaco con Marco Rizzo perché è contro Bruxelles e la Nato”

Pubblicato: 02/04/2026 11:48

Un annuncio che ha sorpreso molti quello di Massimo Lovati, noto per essere stato l’avvocato di Andrea Sempio e personaggio controverso nel panorama mediatico italiano. Lovati ha deciso di candidarsi come sindaco di Vigevano sostenendo il partito Democrazia Sovrana e Popolare, guidato da Marco Rizzo. La scelta, ha spiegato in un’intervista al Corriere, nasce dalla condivisione del programma politico di Rizzo, in particolare per la sua posizione critica nei confronti di Bruxelles e della Nato.
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“Le novità mi incuriosiscono. Mi piace ogni esperienza che possa essere di arricchimento”, ha dichiarato Lovati, sottolineando come la candidatura non sia un atto di impulso mediatico ma una decisione consapevole. “Ho scelto Rizzo perché mi piace il suo programma. Mi ha contattato, mi ha fatto la proposta e ho accettato – ha aggiunto – non ho sposato un’idea, ma mi piacciono le sue proposte. Per esempio che bisognerebbe uscire dall’Europa e dalla Nato. E poi anche lui è cambiato”.

Le ragioni della scelta politica

Lovati ha spiegato di sentirsi vicino a una visione politica che tutela le fasce più deboli della popolazione. Parafrasando Rizzo, ha ricordato come un tempo fosse “con gli operai” durante la stagione della Fiat, ma oggi la situazione sociale e lavorativa sia profondamente mutata. “Non c’è più la classe operaia, ma tanta gente che non sa come campare, mentre dall’altra ci sono i burocrati di Bruxelles che comandano senza essere mai stati votati”, ha affermato.

Questa posizione rappresenta il cuore della candidatura di Lovati: un messaggio di attenzione verso chi si trova in difficoltà economica e sociale, combinato a una critica alle istituzioni europee percepite come distanti dai cittadini.

Un passato sotto i riflettori

Nonostante la nuova avventura politica, Lovati non nasconde il peso della sua storia mediatica. Intervistato sul suo rapporto con i riflettori, in particolare quelli legati al caso di Garlasco, ha dichiarato: “A me non manca nulla”. Lovati mantiene una posizione ferma sulla vicenda giudiziaria, ribadendo la convinzione dell’innocenza sia di Sempio sia di Stasi. “Andrea ha tutto il diritto di fare le sue scelte” e “l’inchiesta la chiuderanno l’anno prossimo perché la Procura chiederà la proroga delle indagini”, ha precisato.

Questo approccio mostra come Lovati intenda separare il suo passato mediatico dalle nuove aspirazioni politiche, puntando a un ruolo istituzionale basato su convinzioni personali e su un programma politico definito.

Il ruolo della comunicazione e dei social

Lovati, noto per le sue apparizioni televisive e per la capacità di catalizzare l’attenzione del pubblico, dovrà ora confrontarsi con la comunicazione politica più strutturata. Il suo stile diretto e senza filtri potrebbe risultare un’arma a doppio taglio: da un lato attira consenso tra chi apprezza la sincerità e la fermezza, dall’altro rischia di accentuare le polemiche già presenti nel suo passato mediatico.

La candidatura a sindaco di Vigevano segna dunque un nuovo capitolo nella carriera di Massimo Lovati, che passa dai riflettori della cronaca giudiziaria alla politica locale, puntando su temi di sovranità nazionale, critica all’Europa e difesa dei cittadini più vulnerabili.

La sfida elettorale

La scelta di Lovati non è solo simbolica. Con una campagna elettorale che potrebbe concentrarsi su democrazia sovrana, tutela sociale e rilancio economico della città, il candidato dovrà convincere gli elettori della sua capacità di tradurre le idee in azioni concrete. Il sostegno a Rizzo e la linea anti-Bruxelles e anti-Nato costituiscono la base della proposta politica, che mira a intercettare un elettorato interessato a una maggiore autonomia decisionale e a un’attenzione mirata ai bisogni locali.

La candidatura di Lovati a sindaco di Vigevano apre quindi un nuovo fronte politico, tra continuità della sua immagine pubblica e un tentativo di inserirsi nel dibattito istituzionale locale con un programma preciso e identificabile. L’esito elettorale sarà un primo banco di prova per verificare quanto il personaggio mediatico riesca a trasformarsi in leader politico capace di conquistare la fiducia dei cittadini.

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